[390.] Si trova incisa l'immagine di Teodorico nelle sue monete; ma i modesti suoi successori si contentarono d'aggiungere il lor proprio nome alla testa dell'Imperatore regnante (Muratori, Antiq. Ital. medii aevi Tom. II Diss. 27 p. 577, 579. Giannone, Istor. Civ. di Napoli Tom. I p. 166).

[391.] Si rappresenta, l'alleanza dell'Imperatore e del Re d'Italia da Cassiodoro (Var. I 1. II 12, 3. VI 1), e da Procopio (Goth. l. II c. 6 l. III c. 21), che celebrano la amicizia d'Anastasio con Teodorico; ma il figurato stile di complimento veniva interpretato in un senso molto differente a Costantinopoli ed a Ravenna.

[392.] Alle diciassette Province della Notizia Paolo Warnefrido Diacono (De reb. Longobard. l. II c. 14, 22) aggiunse la XVIII dell'Appennino (Muratori, Scriptor. Rer. Italicar. Tom. I p. 431, 433). Ma di queste la Sardegna e la Corsica si possedevano da' Vandali, e le due Rezie, ugualmente che le Alpi Cozie, pare che fossero abbandonate ad un Governo militare. Giannone ha lavorato (Tom. I p. 172, 178) con patriottica diligenza sopra lo stato delle quattro Province, che ora formano il regno di Napoli.

[393.] Vedi l'Istoria Gotica di Procopio (lib. I c. I lib. II c. 6), l'Epistole di Cassiodoro (passim, ma specialmente i libri V e VI che contengono le formole o Patenti degli Ufizi), e la Storia Civile del Giannone (Tom. I lib. II, III). I Conti Gotici per altro, ch'ei pone in ogni città d'Italia, si distruggono dal Maffei (Verona illustrata P. I lib. 8 p. 227), giacchè quelli di Siracusa e di Napoli (Var. VI 22, 23) appartengono a commissioni speciali e temporanee.

[394.] Furono l'uno dopo l'altro impiegati al servizio di Teodorico due Italiani, che avevano il nome di Cassiodoro, il padre (Var. I 24, 40) ed il figlio (IX 24, 25). Il figlio era nato l'anno 479. Le varie Lettere, ch'egli scrisse come Questore, come Maestro degli Ufizi, e come Prefetto del Pretorio, s'estendono dall'anno 509 al 539 e visse da monaco circa trent'anni (Tiraboschi, Stor. della Lett. Ital. T. III p. 7, 24. Fabricio, Bibliot. Lat. med. aev. Tom. I p. 357, 358. Edit. Mansi).

[395.] Vedi il suo riguardo pel Senato presso Cochleo (Vit. Theod. VIII p. 72, 80).

[396.] Non maggiore di 120,000 modj, o quattromila sacca (Anon. Valesian. p. 721 e Var. I 35. VI 18. XI 5, 39).

[397.] Si veda il riguardo e l'indulgenza ch'ebbe per gli spettacoli del Circo, del Teatro e dell'Anfiteatro, nella Cronica e nell'Epistole di Cassiodoro (Var. I 20, 27, 30, 31, 32. III 51. IV 51 illustrate dall'annotaz. 14 dell'Istoria di Mascou), che ha tentato di spargere su questa materia una ostentata, quantunque piacevol erudizione.

[398.] Anon. Vales. p. 721. Mario Aventicense in Chron. Nella bilancia del merito pubblico e personale, il Conquistatore Gotico è per lo meno tanto superiore a Valentiniano, quanto può sembrare inferior di Traiano.

[399.] Vit. Fulgentii in Baron., Annal. Eccl. A. D. 500 n. 10.