[400.] Cassiodoro descrive col pomposo suo stile il Foro di Traiano (Var. VII 6), il Teatro il Marcello (IV 51) e l'Anfiteatro di Tito (V 42), e le sue descrizioni non sono indegne dell'attenzion del Lettore. L'Ab. Barthelemy computa, che, secondo i prezzi moderni, l'opera in mattoni e la struttura del Colosseo costerebbe ora venti milioni di lire di Francia (Mem. de l'Academie des inscript. Tom. 28 p. 585, 586). Che piccola parte di quella stupenda fabbrica!

[401.] Intorno agli Acquedotti, ed alle Cloache vedi Strabone (l. V p. 360), Plinio (Hist. Nat. XXXVI 24), Cassiodoro (Var. III 30, 31 VI 6), Procopio (Got. l. I c. 9), e Nardini (Roma antica p. 514, 522). È tuttora un problema, come tali opere si potessero eseguire da un Re di Roma.

[402.] Quanto alla cura, che si presero i Goti delle fabbriche e delle statue, vedi Cassiodoro (Var. I 21, 25. II 34. IV 30. VII 6, 13, 15) ed il Frammento Valesiano (pag. 721).

[403.] Var. VII 15. Questi cavalli di Montecavallo da Alessandria erano stati trasportati a' Bagni di Costantino (Nardini pag. 188). Se ne disprezza la scultura dall'Abbate Dubos (Reflex. sur la Poesie et sur la Peinture Tom. I sect. 39) e s'ammira dal Winckelmann (Hist. de l'Art Tom. II pag. 159).

[404.] Var. X 10. Essi erano probabilmente un frammento di qualche carro trionfale (Cuper, de Elephant. II. 10).

[405.] Procopio (Goth. l. IV c. 21) riporta una sciocca storia della Vacca di Mirone, che vien celebrata dal falso spirito di trentasei epigrammi greci (Antholog. l. IV p. 302, 306. Edit. Hen. Steph. Auson., Epigramm. 58, 68).

[406.] Vedi un Epigramma d'Ennodio (II 3 p. 1893, 1894) sopra questo giardino ed il real giardiniere.

[407.] Si prova la sua affezione per quella città dall'epiteto di Verona tua, e dalla leggenda dell'Eroe. Sotto il nome barbaro di Dietrich di Berna (Peringsciold, ad Cochloeum p. 840) il Maffei lo segue con intelligenza e piacere nel suo paese nativo (l. IX p. 230, 236).

[408.] Vedi Maffei (Verona illustr. P. I p. 231, 232, 308 ec.). Egli attribuisce l'architettura gotica, come la corruzione della lingua, della scrittura ec. non a' Barbari, ma agli Italiani medesimi: si confrontino i suoi sentimenti con quelli del Tiraboschi (Tom. III p. 61).

[409.] Nell'Epistole di Cassiodoro vagamente si dipingono le ville, il clima, e le vedute di Baia (Var. IX 6. Vedi Cluver., Ital. antiqu. l. IV c. 2 p. 1119 ec.) d'Istria (Var. XII 22, 26), e di Como (Var. XI 14 paragonata con le due Ville di Plinio IX 7).