[420.] Ei li privò = licentia testandi =, e si attristò tutta l'Italia = lamentabili Justitio =. Io vorrei persuadermi, che queste pene si fossero stabilite contro i ribelli, che avevano violato il loro giuramento di fedeltà, ma la testimonianza d'Ennodio (p. 1675, 1678) è sommamente grave per la circostanza ch'ei visse e morì sotto il regno di Teodorico.
[421.] Ennodio in vit. Epiphan. p. 1689, 1690. Boet., De Consolat. Philos. l. 1 pros. IV p. 45, 46, 47. Si rispettino, ma si pesino le passioni del Santo e del Senatore: e si confermino o si diminuiscano le loro querele, facendo uso de' vari cenni di Cassiodoro (Var. II 8. IV 36. VIII 5).
[422.] Immanium expensarum pondus.... pro ipsorum salute etc. Queste però non sono che pure parole.
[423.] Si trovavano degli Ebrei a Napoli (Procopio, Goth. l. 1 c. 8), a Geneva (Var. II 28. IV 33), a Milano (V 57), a Roma (IV 43): vedi anche Basnagio, Hist. des Juifs, Tom. VIII c. 7 p. 254.
[424.] Rex avidus communis exitii etc. Boeth. l. 1 p. 59. Rex dolum Romanis tendebat (Anon. Vales. p. 723) queste son parole assai dure, ch'esprimono le passioni degl'Italiani, e temo anche quelle di Teodorico medesimo.
[425.] Ho procurato di trarre una ragionevole narrazione dagli oscuri, brevi ed incerti cenni dal frammento Valesiano (p. 722, 723, 724), di Teofane (p. 245), d'Anastasio (in Joanne p. 35) e dell'Istoria miscella (p. 103 Edit. Muratori). Una tenue compressione e parafrasi delle loro parole non è una violenza. Vedasi anche il Muratori (Annali di Italia. Tom. IV p, 471, 478) con gli Annali, ed il Compendio (Tom. I 259, 263) de' due Pagi, Zio e Nipote.
[426.] Le Clerc ha fatto una vita critica e filosofica di Anicio Manlio Severino Boezio (Bibl. Chois. Tom. XVI p. 168, 275) e posson consultarsi con vantaggio tanto il Tiraboschi (Tom. III), quanto il Fabricio (Bibliot. Latin.). Si può fissare la data della sua nascita verso l'anno 470, e la sua morte nel 524 in una età non molto avanzata (Consol. Phil. Metrica I p. 5).
[427.] Intorno all'età ed al valore di questo manoscritto, che ora è nella Libreria Medicea di Firenze, vedi Cenotaphia Pisana (p. 430, 447) del Card. Noris.
[428.] Gli studj di Boezio in Atene son dubbiosi (Baronio an. 510 n. 3 che cita un Trattato spurio De Disciplina scholarum), e senza dubbio il termine di diciotto anni è troppo lungo: ma il puro fatto d'una visita, ch'ei fece ad Atene, si giustifica da più prove, tratte da lui medesimo (Bruker Hist. Crit. Philos. Tom. III p. 524, 527) e da un'espressione, quantunque vaga ed ambigua, di Cassiodoro suo amico (Var. I 45) Longe positas Athenas introisti.
[429.] Bibliothecae comptos ebore ac vitro parietes etc. (Consol. Phil. l. 1 Pros. V p. 74). L'Epistole d'Ennodio (VI 6. VII 13. VIII 1, 31, 37, 40) e Cassiodoro (Var. I 39. IV 6. IX 21) somministrano molte prove dell'alta riputazione, ch'ei godeva a' suoi tempi. È vero, che il Vescovo di Pavia ebbe bisogno di comprare da lui una vecchia casa in Milano, e poterono presentarsi ed accettarsi delle lodi per parte del pagamento di essa.