[440.] Procop. Goth. l. 1 c. 1. Ma ci avrebbe dovuto dire, se aveva saputo questo curioso aneddoto dalla fama comune, oppure dalla bocca del Medico Reale.
[441.] Procop. Goth. l. 1 c. 1, 2, 12, 13. Questa divisione fu ordinata da Teodorico, quantunque non s'eseguisse che dopo la sua morte: Regni haereditatem superstes reliquit (Isidor. Chron. p. 721 Edit. Grot.).
[442.] Berimondo, ch'era il terzo nella discendenza d'Ermanrico Re degli Ostrogoti, s'era ritirato nella Spagna, dove ei visse e morì nell'oscurità (Giornand. c. 33 p. 202 Ediz. Murator.). Vedansi la scoperta, le nozze, e la morte del suo nipote Eutarico (Iv. c. 58 p. 220). I suoi giuochi Romani poterono renderlo popolare (Cassiodor. in Chron.), ma Eutarico era asper in religione (Anon. Vales. p. 722, 723).
[443.] Vedi i consigli di Teodorico, e le proteste del suo successore, presso Procopio (Goth. l. 1 c. 1, 2), Giornandes (c. 59 p. 220, 221) e Cassiodoro (Var. VIII 1, 7). Queste lettere formano il trionfo della sua eloquenza ministeriale.
[444.] Anon. Vales. p. 724. Agnell. de Vit. Pontif. Ravenn. ap. Muratori Script. Rer. Italic. Tom. II P. I p. 67. Alberti Descriz. d'Italia p. 311.
[445.] Si riferisce questa Leggenda da Gregorio I (Dial. IV 30) e s'approva dal Baronio (An. 526 n. 29): e tanto il Pontefice quanto il Cardinale sono Dottori gravi, sufficienti a stabilire un'opinione probabile.
[446.] Teodorico medesimo, o piuttosto Cassiodoro, aveva descritto in tragiche frasi i Vulcani di Lipari (Cluver. Sicilia p. 406, 410), e del Vesuvio (IV 50).
[447.] S'incontra qualche difficoltà nella data della sua nascita (Ludewig. in vita Justiniani p. 125), ma non ve n'è alcuna rispetto al luogo, che fu nel Distretto di Bederiana il villaggio Tauresio, ch'egli di poi decorò col suo nome e splendore (Danville Hist. de l'Acad. sc. Tom. XXXI p. 287, 292).
[448.] I nomi di questi contadini Dardani son Gotici, e quasi Inglesi: Giustiniano è una traduzione d'Uprauda (upright, giusto); suo padre Sabazio (che nel linguaggio Greco barbaro significa stipes) nel suo villaggio si chiamava Istock (Stock, Stipite); sua madre Bigleniza fu convertita in Vigilantia.
[449.] Il Ludewig (p. 127, 135) tenta di giustificare il nome Anicio di Giustiniano e di Teodora, e d'unirli a quella Famiglia, da cui si è fatta discendere anche la Casa d'Austria.