[450.] Vedi gli Aneddoti di Procopio (c. 5) con le note di N.-Alemanno. Il Satirico non avrebbe dovuto confondere nella generica e decente denominazione di γεοργος (agricoltore) il Βουκολος e συφαρβος (condottiere di bovi e di porci) di Zonara. Sebbene perchè mai questi nomi sono disonoranti? Qual Barone Tedesco non si glorierebbe di discendere dall'Eumeo dell'Odissea?

[451.] Son lodate le sue virtù da Procopio (Persic. L. 1, c. 11). Il Questor Proclo era amico di Giustiniano, e nemico di qualunque altra adozione.

[452.] Manichea significa Eutichiana. Si odano le furiose acclamazioni di Costantinopoli e di Tiro: le prime, non più di sei giorni dopo la morte d'Anastasio, cagionarono la morte dell'Eunuco, le seconde vi fecero applauso (Baron. An. 518 P. II n. 15. Fleury Hist. Eccl. Tom. VII pag. 200, 205 dietro la Collezione de' Concilj Tom. V pag. 182, 207).

[453.] Il Conte di Buat (Tom. IX p. 54, 81) spiega a maraviglia la potenza, il carattere e le intenzioni di esso. Egli era pronipote d'Aspar, Principe ereditario nella Scizia minore, e Conte de' Confederati Gotici di Tracia. I Bessi, sopra quali esso poteva influire, sono i Goti minori di Giornandes (c. 51).

[454.] Justiniani Patricii factione dicitur interfectus fuisse (Victor. Tununens. Chron. in Thesaur. Temp. Scalig. P. II p. 7). Procopio (Anecdot. c. 7) lo chiama tiranno, ma riconosce l'ἀδελφοπιστια (Fede fraterna), che bene si spiega dall'Alemanno.

[455.] Nella sua prima Gioventù (plane adolescens) era stato qualche tempo come in ostaggio presso Teodorico. Intorno a questo curioso fatto, l'Alemanno (ad Procop. Anecdot. c. 9 p. 34 della prima Ed.) cita un'Istoria MS. di Giustiniano, fatta da Teofilo suo precettore. Il Ludewig (p. 143) brama di farne un soldato.

[456.] Si vedrà in seguito l'Istoria Ecclesiastica di Giustiniano. Vedi Baronio An. 518, 521 ed il copioso articolo Justinianus nell'indice del Tomo VII de' suoi Annali.

[457.] Si può trovare descritto il Regno di Giustino il Vecchio nelle tre Croniche di Marcellino, di Vittore, e di Gio. Malala (Tom. II p. 130, 150) l'ultimo de' quali (malgrado l'Hody, Prolegom. n. 14, 39 Edit. Oxon.) visse subito dopo Giustiniano (Osservazioni di Jortin Tom. IV p. 383), nella Storia Ecclesiastica d'Evagrio (l. IV c. 1, 2, 3, 9), nell'Excerpta di Teodoro Lettore (n. 37), presso Cedreno (p. 362, 366) e Zonara (l. XVI p. 58, 61), che può passare per originale.

[458.] Si vedano i caratteri di Procopio e d'Agatia presso la Mothe le Vayer (Tom VIII p. 144, 174), Vossio (De Historicis Graecis l. II c. 22) e Fabricio (Biblioth. Graecis l. V c. 5 Tom. VI p. 248, 278). La religione di essi, ch'è un onorevol problema, alle occasioni dimostra della conformità, con un segreto attacco al Paganesimo ed alla Filosofia.

[459.] Ne' primi sette libri, destinati due alla guerra Persiana, due alla Vandalica, e tre alla Gotica, Procopio ha preso la divisione delle Province e delle guerre da Appiano. L'ottavo libro, quantunque porti il nome di Gotico, non è che un miscellaneo e general supplemento fino alla Primavera dell'anno 553, dal qual tempo fino al 559 vien continuato da Agatia (Pagi Critic. an. 579 n. 5).