[506.] Si sono in altre occasioni accennate le prove istoriche di tal gelosia, e se ne sarebbero potute addurre molte di più, ma gli atti arbitrari del dispotismo venivan giustificati dalle sobrie e generali dichiarazioni della Legge (Cod. Teodos. Lib. X Tit. 21 Leg. 3 Cod. Giustin. Lib. XI Tit. 8 Leg. 5). Se ne fece una necessaria restrizione, ed una permissione umiliante rispetto alle mime o alle ballerine (Cod. Teod. Lib. XV Tit. VII Leg. 11).

[507.] Nell'istoria degl'Insetti (molto più maravigliosa che le metamorfosi d'Ovidio) il baco da seta tiene un posto distinto. Il Bombice dell'Isola di Ceos, quale vien descritto da Plinio (Hist. Nat. XI, 26, 27 con le note de' dotti Gesuiti Arduino, e Brotier) può illustrarsi mediante una simile specie, che si trova nella China (Memoires sur les Chinois. Tom. II p. 575, 598): ma il nostro baco da seta, ugualmente che il gelso bianco, non eran noti a Teofrasto, nè a Plinio.

[508.] Georgic. II, 121. Serica quando venerint in usum planissime non scio; suspicor tamen in Julii Caesaris aevo, nam ante non invenio, dice Giusto Lipsio (Excursus I ad Tacit. Annal. II, 32). Vedi Dione Cassio (Lib. XLIII p. 358 Edit. Reimar.) e Pausania (Lib. VI p. 519), il primo che descriva, sebbene stranamente, l'insetto Chinese.

[509.] Tam longinquo orbe petitur, ut in publico matrona transluceat.... ut denudet foeminas vestis (Plin. VI, 20. XI, 21). Varrone, e Publio Siro avevano già scherzato sulla Toga vitrea, ventus textilis, et nebula linea (Horat. ermon I, 2, 101 con le note del Torrent e di Dacier).

[510.] Sopra la tessitura, i colori, i nomi e l'uso degli ornamenti di seta, di mezza seta e di lino dell'antichità vedansi le diffuse, profonde ed oscure ricerche del gran Salmasio (in Hist. August. p. 127,309, 310, 339, 341, 342, 344, 338, 391, 395, 513), che però non conosceva il più comune commercio di Digione, o di Leida.

[511.] Flavio Vopisco in Aurelian. c. 45 in Hist, Aug. p. 224 Vedi Salmas. ad Hist. Aug. p. 392 e Plinian. Exerc. in Solinum p. 694, 695. Gli Aneddoti di Procopio (c. 25) fissano in modo parziale ed imperfetto il prezzo della seta al tempo di Giustiniano.

[512.] Procopio de Aedif. l. III c. 1. Queste Pinne di mare si trovano vicino a Smirne, in Sicilia, in Corsica, ed in Minorca: e fu presentato al Pontefice Benedetto XIV un par di guanti di questa sorte di seta.

[513.] Procopio Persic. Lib. I c. 20. Lib. II c. 25 Gothic. l. IV c. 17. Menandro in Excerpt. Legat. p. 107. Isidoro de Charax (in Stathmis Parthicis p. 7, 8 ap. Hudson Geogr. minor. Tom. II) ha notato le strade, ed Ammiano Marcellino (Lib. XXIII c. 6 p. 400) ha enumerato le Province dell'Impero Panico e Persiano.

[514.] La cieca ammirazione de' Gesuiti confonde i differenti periodi della Storia Chinese. Questi vengono con maggiore critica distinti dal Guignes (Hist. des Huns Tom. I p. I nelle Tavole, Part. 2 nella Geografia; Mem. de l'Academ. des Inscript. Tom. XXXII, XXXVI, XLII, XLIII) che scuopre il successivo progresso della verità degli annali e della estensione della Monarchia, fino all'Era Cristiana. Egli con occhio curioso ha cercato le connessioni della nazion Chinese con le Occidentali: ma queste son tenui, casuali, ed oscure; nè avrebbero i Romani mai sospettato, che i Seri, o Chinesi possedessero un Impero non inferiore al loro.

[515.] Si possono investigare le strade dalla China alla Persia ed all'Indostan nelle relazioni di Hackluyt, e Thevenot, degli ambasciatori di Sharokh, d'Antonio Ienkinson, del P. Greuber ec. Vedi anche i viaggi d'Hanmay Vol. I p. 345, 357. Ultimamente si è tentata una comunicazione per mezzo del Tibet dagl'Inglesi Sovrani di Bengala.