[533.] Per un Aureo, ch'era la sesta parte d'un oncia di oro, invece di 210 folli, o sia once di rame, ne diede solamente 180. Una sproporzione del valore della moneta sotto il prezzo comune, doveva tosto produrre una scarsità nella moneta bassa. In Inghilterra dodici soldi in moneta di rame non si venderebbero più di sette soldi (Smith Ricerche sulla ricchezza delle Nazioni Vol. I p. 49). Quanto alla moneta d'oro di Giustiniano. Vedi Evagrio L. IV c. 30.

[534.] Il giuramento è concepito ne' termini più formidabili (Novell. VIII Tit. 3). I trasgressori usano contro di se medesimi queste imprecazioni; quidquid habent telorum armamentaria Coeli, a partecipare l'infamia di Giuda, la lebbra di Giezi, il tremor di Caino ec. oltre tutte le pene temporali.

[535.] Luciano (in Toxare c. 22, 23 Tom. II p. 530) riferisce un simile o anche più generoso atto d'amicizia d'Eudamida di Corinto; e tal istoria ha prodotto un'ingegnosa, ma debole commedia di Fontanelle.

[536.] Gio. Malala Tom. II p. 101, 102, 103.

[537.] Anatolio, uno di questi, perì in occasione d'un terremoto... senza dubbio per giusto giudizio di Dio! I lamenti e clamori del Popolo presso Agatia (L. V p. 146, 147) fanno quasi eco agli Aneddoti. L'aliena pecunia reddenda di Corippo (L. II, 381 ec.) non è molt'onorevole per la memoria di Giustiniano.

[538.] Vedi l'istoria ed il carattere di Giovanni di Cappadocia in Procopio (Persic. L. I c. 24, 25. L. II c. 30. Vandal. L. I c. 13. Anecd. c. 2, 17, 22). La concordanza della Istoria con gli Aneddoti è una mortal ferita per la riputazione del Prefetto.

[539.] Ου γαρ αλλα ουδεν ες γραμματιστους φοιτων εμαθεν οτι μη γραμματιστα, και ταυτα κακα κακαως γραψαι... Niente altro imparò andando alla scuola che a scriver le lettere, e queste assai malamente; espressione molto forte.

[540.] La cronologia di Procopio è incerta ed oscura; ma coll'aiuto del Pagi ho potuto distinguere, che Giovanni fu fatto Prefetto del Pretorio d'Oriente nell'anno 530, che fu deposto nel gennaio del 532, restituito prima del giugno 533, bandito nel 541 e richiamato fra 'l giugno 548 ed il primo d'aprile 549. L'Alemanno (p. 96, 97) dà la lista de' dieci suoi successori: serie ben rapida in una porzione d'un solo regno.

[541.] Quest'incendio s'accenna da Luciano (in Hippia c. 2) e da Galeno (L. III de Temperamentis Tom. I p. 81 Edit. Basil.) nel secondo secolo. Mille anni dopo viene positivamente affermato da Zonara (L. IX p. 424) sull'autorità di Dione Cassio, da Tzetze (Chiliad. II, 119 ec. ), da Eustazio (ad Iliad. Ep. 338) e dallo Scoliaste di Luciano. Vedi Fabricio (Bibl. Graec. L. III c. 22 Tom. II p. 551, 552) a cui son più o meno debitore di queste citazioni.

[542.] Zonara (L. XIV p. 55) afferma il fatto senz'addurne alcuna prova.