[623.] Un Centurione di Marc'Antonio espresse, quantunque in un modo più virile, il medesimo contraggenio al mare, ed alle battaglie navali (Plutarc. in Antonio p. 1730 Edit. Henr. Steph.).
[624.] Sullette è forse la Turris Annibalis, antica fabbrica, presentemente grande quanto la Torre di Londra. La marcia di Belisario a Leptis, Adrumeto ec. viene illustrata dalla campagna di Cesare (Hirtius de Bello Afric. con l'analisi di Guichardt) e da' viaggi di Shaw (p. 105-113) nel medesimo Paese.
[625.] Παραδεισος καλλισος απαντων ων ημεις ισμεν. (Paradiso più bello di tutti quelli che conosciamo). I Paradisi, nome ed usanza presa dalla Persia, posson rappresentarsi per mezzo de' Giardini Reali d'Ispahan (Viag. d'Olear. p. 774.) Vedasi ne' romanzi Greci il più perfetto modello di essi (Longus Pastoral. l. IV p. 99-101; Achilles Tatius l. I p. 22 ec. )
[626.] Nelle vicinanze di Cartagine il mare, la terra, ed i fiumi son quasi tanto mutati quanto le opere umane. L'istmo, o collo della Città ora è confuso col continente: il porto è una secca pianura: ed il lago o stagno non è più che un pantano con sei o sette piedi d'acqua nel canale di mezzo: Vedi Danville (Geograph. anc. Tom. III pag. 82.), Shaw (viagg. p. 77, 84), Marmol. (Description de l'Afrique T. II. p. 465) e Tuano (LVIII 12 Tom. III p. 334).
[627.] Da Delfi ricevè il nome di Delphicum tanto in Greco quanto in Latino un tripode: e per una facile analogia fu estesa in Roma, in Costantinopoli, ed in Cartagine la stessa denominazione al luogo, dove si facevano i Banchetti reali (Procop. Vandal. lib. I. c. 21: Du-Cange Gloss. Graec. p. 277 v. Δελφικον, ad Alexiad. p. 412).
[628.] Queste orazioni esprimono sempre i sentimenti di quei tempi, ne' quali son fatte, ed alle volte quelli degli attori. Io ho estratto questi sentimenti, ed ho tralasciata la declamazione.
[629.] Le reliquie di S. Agostino da' Vescovi Affricani furon trasportate al loro esilio di Sardegna (an. 500), e nell'VIII secolo fu creduto che Liutprando Re de' Longobardi le trasferisse (an. 721) da Sardegna a Pavia. Nell'anno 1695 i Frati Agostiniani di quella Città trovarono una volta di mattoni, un'urna di marmo, una cassa d'argento, delle involture di seta, delle ossa, del sangue ec., e forse un'Iscrizione d'Agostino in caratteri Gotici. Ma quest'utile scoperta è stata contrastata dalla ragione, e dalla gelosia (Baronio Annal. an. 725 n. 2, 9. Tillemont Mem. Eccles. Tom. XIII p. 944. Montfaucon Diar. Ital. p. 26, 30, Muratori Antiq. Ital. med. aevi Tom. V Dissert. LVIII p. 9, che ne aveva composto un Trattato a parte, prima che si facesse il Decreto del Vescovo di Pavia, e del Pontefice Benedetto XIII).
[630.] Τα της πολιτειας προσιμια (le prime terre dell'Impero) dice Procopio de Aedif. L. VI c. 7 Ceuta, che è stata poi disfigurata da' Portoghesi, fiorì, sotto il regno più prospera degli Arabi, nell'agricoltura, e nelle manifatture, decorata di nobili edifizi e di Palazzi (V. L'Afrique de Marmol T. II p. 236).
[631.] Vedi il secondo e il terzo preambolo a' Digesti, o alle Pandette, promulgate il 16 decembre dell'anno 533. Giustiniano, o piuttosto Belisario, avevan acquistato un giusto diritto a' titoli di Vandalico, ed Affricano; quello di Gotico era prematuro; ed il Francico falso ed offensivo d'una gran Nazione.
[632.] Vedi gli atti originali presso il Baronio (Aq. 535 n. 21, 54). L'Imperatore applaudisce alla sua clemenza verso gli Eretici cum sufficiat eis vivere.