[633.] Dupin (Geograph. Sacra Africana p. LIX ad Optat. Milev.) nota e compiange l'Episcopal decadenza. Nel tempo più prospero della Chiesa egli vi aveva contato 690 Vescovati: ma per quanto piccole fossero le Diocesi, non è probabile, che vi esistessero tutti nel medesimo tempo.
[634.] Le leggi Affricane di Giustiniano sono illustrate dal suo Germano Biografo (Cod. Lib. I Tit. 27 Novell. 36, 37, 131 Vit. Justinian. p. 349-377).
[635.] Il monte Papua si pone dal Danville (Tom. III p. 92 e Tabul. Imp. Rom. Occident.) presso Ippone Regio, ed il mare: tal situazione però mal s'accorda con le lunghe ricerche fattene al di là d'Ippone, e con le parole di Procopio (L. II c. 4). Εν τοις Νουμιδιαρς εσχατοις (negli estremi della Numidia).
[636.] Shaw (Viagg. p. 220) descrive con somma accuratezza i costumi de' Bedwini, e de' Kabili, gli ultimi de' quali secondo il loro linguaggio, sono i residui de' Mori: pure quanto son mutati questi moderni selvaggi, quanto si sono inciviliti! Fra loro sono abbondanti le provvisioni, ed il pane è comune.
[637.] Da Procopio si chiama Lira: l'Arpa sarebbe forse stata più nazionale. Gl'istromenti di musica si distinguono da Venanzio Fortunato in tal modo: Romanusque Lyra tibi plaudat, Barbarus harpa.
[638.] Erodoto elegantemente descrive gli strani effetti della afflizione in un altro schiavo Reale, cioè in Psammetico Re d'Egitto, che pianse alle minori, e tacque alle maggiori sue calamità (L. III c. 14). Belisario potea studiar la sua parte nell'incontro di Paolo Emilio e di Perseo: ma è probabile, che non avesse mai letto nè Livio nè Plutarco: ed è certo, che la sua generosità non avea bisogno d'alcun modello.
[639.] Dopo che il titolo d'Imperatore ebbe perduto l'antico suo senso militare, e gli auspizj Romani furono aboliti dal Cristianesimo (Vedi la Bleterie, Mem. de l'Acad. Tom. XXI p. 302, 332) poteva con minore incoerenza accordarsi un Trionfo ad un Generale privato.
[640.] Se pure l'Ecclesiaste è veramente un'opera di Salomone, non già, come il Poema di Prior, una pia e morale composizione fatta ne' tempi più moderni in suo nome, ed in occasione del suo pentimento. Quest'ultima è l'opinione dell'erudito, e franco Grozio (Opp. Theolog. T. I p. 258): ed in vero l'Ecclesiaste, ed i Proverbi dimostrano un'estensione di pensare, e d'esperienza, maggiore di quella che sembri poter esser propria d'un Giudeo o d'un Re.
[641.] Nel Belisario di Marmontel s'incontrano, cenano, e conversano insieme il Re col Conquistatore dell'Affrica, senza rammentarsi l'uno dell'altro. Egli è senza dubbio un difetto di quel romanzo il supporre, che avesser perduto gli occhi o la memoria non solamente l'Eroe, ma anche tutti quelli, che l'avevano sì ben conosciuto.
[642.] Shaw p. 59. Siccome però Procopio (L. II c. 13) parla d'un Popolo del monte Atlante come già distinto per la bianchezza del corpo, ed il giallo color de' capelli, questo fenomeno (che si vede similmente nelle Andi del Perù, Buffon Tom. III p. 504) può naturalmente attribuirsi alla elevazione del suolo, ed alla temperatura dell'aria.