[643.] Il Geografo di Ravenna (L. III c. XI p. 129, 130, 131. Paris 1688) descrive la Mauritania Gaditana (opposta a Cadice) ubi Gens Vandalorum, a Belisario devicta in Africa, fugit, et numquam comparuit.

[644.] Un solo avea protestato, e Genserico rimandò, senza una risposta formale, i Vandali di Germania: ma quelli di Affrica derisero la sua prudenza, ed affettarono di sprezzare la povertà delle loro foreste (Procopio Vandal. lib. I c. 22).

[645.] Tollio descrive per bocca del grand'Elettore (nel 1687) il segreto regno, e lo spirito ribelle de' Vandali del Brandemburgo, che potevan contare cinque o seimila soldati, che, si erano procurati de' cannoni ec. (Itinerar. Hungar. p. 42 ap. Dubos Hist. de la Monarchie Francoise Tom. I p. 182, 183). Si può con ragione dubitare della veracità non già dell'Elettore, ma di Tollio medesimo.

[646.] Procopio (lib. I c. 22) n'era totalmente all'oscuro: ουδε μνημη τιστουδε ονομα ες εμε σωξεται (Non se ne conserva presso di me nè alcuna memoria nè il nome). Sotto il regno di Dagoberto (an. 630) le Tribù Slave de' Sorbi, e de' Venedi già confinavano con la Turingia (Mascou Istor. de' Germani XV, 3, 4, 5).

[647.] Sallustio rappresenta i Mori come un residuo dell'armata d'Èrcole (de Bello Iugurt. c. 21) e Procopio (Vandal. l. II c. 10) come la posterità de Cananei, che fuggirono dal ladro λησης Giosuè. Ei cita due colonne con un'Iscrizione Fenicia. Io ammetto le colonne, dubito dell'Iscrizione, e rigetto la discendenza.

[648.] Virgilio (Georgic. III, 339), e Pomponio Mela (I, 8) descrivono la vita errante de' Pastori Affricani simile a quella degli Arabi, e de' Tartari: e Shaw (p. 222) è il migliore commentatore sì del Poeta che del Geografo.

[649.] I doni consueti, che loro si facevano, erano uno scettro, una corona o berretta, una veste bianca, una tunica e delle scarpe con figure, il tutto adornato d'oro, e d'argento: nè questi preziosi metalli erano lor meno accolti in forma di moneta (Procop. Vandal. L. I c. 25).

[650.] Vedi il Governo d'Affrica, ed i fatti militari di Salomone presso Procopio (Vandal. L. II c. 10, 11, 12, 13, 19, 20). Ei fu richiamato, e mandatovi di nuovo: e l'ultima sua vittoria porta la data dell'anno XIII di Giustiniano (an. 539). Un accidente l'aveva reso eunuco nella sua puerizia (L. I c. 11), ma gli altri Generali Romani erano ampiamente forniti di barbe, πωγονος επιπλαμενοι (Lib. II cap. 8).

[651.] Questa naturale antipatia de' cavalli contro i cammelli si asserisce dagli Antichi (Xenoph. Cyropaed. l. VI p. 438 l. VIII p. 483, 492 Edit. Hutchinson: Polyaen. Stratagem. VII, 6 Plin. Hist. Nat. VIII, 26 Aelian. de Nat. animal. I. III c. 7): ma vien contraddetta dalla quotidiana esperienza, e derisa dagli Orientali, che ne sono i migliori giudici (Voyage d'Olearius p. 553).

[652.] Procopio è il primo, che descriva il monte Aurasio (Vandal. l. II c. 13 de Aedif. l. VI c. 7). Ei si può confrontare con Leone Affricano (Dell'Affrica P V presso Ramusio Tom. I fol. 77 rect.), con Marmol (Tom. II p. 430) e con Shaw (p. 56, 59).