[663.] Procopio però (Anecdot. c. 16) abbatte la sua propria testimonianza, confessando che nella sua Storia pubblica non avea detto la verità. Vedi le lettere scritte dalla Regina Gundelina all'Imperatrice Teodora (Var. X, 20, 21, 23 e si osservi una parola sospetta, de illa persona ec.) con l'elaborato Commercio di Buat (Tom. X p. 177, 185).
[664.] Intorno alla conquista di Sicilia si confronti la narrazione di Procopio con le doglianze di Totila ( Gothic. l. I c. 5. l. III c. 16). La Regina de' Goti aveva ultimamente sollevato quell'ingrata isola (Var. IX, 10, 11).
[665.] Descrivesi l'antica grandezza e splendore de' cinque quartieri di Siracusa da Cicerone (Act. II in verrem L. IV c. 52, 53), da Strabone (L. VI p. 415), e dal Dorville (Sicula Tom. II p. 174, 202). La nuova città, restaurata da Augusto, si ristrinse verso l'isola.
[666.] Procopio (Vandalic. l. II c. 14, 15) riferisce così chiaramente il ritorno di Belisario in Sicilia (p. 146 Edit. Hoeschelii), che restò attonito allo strano sbaglio, ed a' rimproveri d'un erudito Critico (Oeuvres de la Mothe le Vayer Tom. VIII p. 162, 163).
[667.] L'antica Alba fu distrutta nella prima età di Roma. Nel medesimo luogo, o almeno nelle vicinanze di quella, successivamente s'alzarono, 1. la villa di Pompeo ec. 2. un campo delle Coorti Pretoriane: 3. la moderna città Episcopale d'Albano (Procopio Goth. l. II c. 4. Cluver. Ital. ant. Tom. II. p. 914).
[668.] Si produceva un oracolo sibillino, che diceva Africa capta, mundus cum nato peribit; sentenza di portentosa ambiguità (Gothic. l. I c. 7), che fu pubblicata in caratteri ignoti da Opsopeo, editore di Oracoli. Il P. Maltret ha promesso di farvi un commentario: ma tutte le sue promesse sono state vane ed infruttuose.
[669.] Procopio nella sua Cronologia, imitando in qualche modo Tucidide, comincia dalla primavera gli anni di Giustiniano, e della guerra Gotica: e la prima sua epoca corrisponde al primo d'aprile 535 non 536 secondo gli Annali del Baronio (Pagi Crit. Tom. II p. 555 seguitato dal Muratori, e dagli Editori del Sigonio). Pure in alcuni passi non sappiamo conciliare le date di Procopio con lui medesimo, e con la Cronica di Marcellino.
[670.] Da Procopio (L. I c. 5, 29. L. II c. 1, 30. L. III c. 1) si riferiscono gli avvenimenti della prima guerra Gotica fino alla schiavitù di Vitige. Coll'aiuto del Sigonio (Opp. Tom. I. De Imp. Occid. L. XVII, XVIII), e del Muratori (Annali d'Italia Tom. V) vi ho aggiunto alcuni pochi fatti di più.
[671.] Giornandes de reb. Gotic. c. 60 p. 702 Edit. Grot. e Tom. I p. 221: Muratori de success. regn. p. 241.
[672.] Nero (dice Tacito Annal. XV, 35) Neapolim quasi Graecam urbem delegit. Cento cinquant'anni dopo, al tempo di Settimo Severo, Filostrato loda l'Ellenismo de' Napolitani: γενος Ελληνες και αστυκοι, οθεν και τας σπουμδας των λογον Ελληνικοι εισι d'origine son Greci ed urbani, onde anche nell'uso delle parole grecizzano (Icon. L. I pag. 763 Edit. Olear.).