[172.] Gli studj e la scienza di Giustiniano si chiariscono più dalla confessione (Aneddoti, c. 8, 13) che dalle lodi (Got. l. III c. 31, de Aedif. l. I. Proem. c. 7) di Procopio. Si consulti il copioso indice di Alemanno, e si legga la vita di Giustiniano scritta da Ludewig (p. 135-142).

[173.] Vedi nella C. P. Christiana del Ducange (l. I c. 24 n. 1) una sequela di testimonianze originali da Procopio nel VI secolo sino a Gillio nel XVI.

[174.] La prima cometa vien rammentata da Giovanni Malala (t. II p. 190, 219) e da Teofane (p. 154); la seconda da Procopio (Persic. l. II c. 4). Tuttavia io sospetto fortemente l'identità loro. Il pallore del sole (Vandal. l. II c. 14) viene applicato da Teofane (p. 158) ad un anno differente.

[175.] Seneca, nell'ottavo libro delle Questioni Naturali, trattando della teoria delle comete, fa prova di filosofica mente. Però non dobbiamo troppo bonariamente confondere una predizione vaga, un veniet tempus, col merito delle scoperte reali.

[176.] Gli Astronomi possono studiare Newton ed Halley. Io traggo l'umile mia dottrina dall'articolo Cometa, nell'Enciclopedia Francese del sig. d'Alembert.

[177.] Whiston, l'onesto, il pio, il visionario Whiston, ha immaginato, per l'era del diluvio di Noè (2242 anni A. C.), un'apparizione anteriore della stessa cometa, la quale annegò la terra colla sua coda.

[178.] Una Dissertazione di Freret (Mém. de l'Acad. des inscript. t. X p. 357-377) presenta un felice aggregato di filosofia e di erudizione. Il fenomeno del tempo di Ogige fu salvato dell'obblio da Varrone ap. August. de civitate Dei, XXI, 8, il quale cita Castore, Dione di Napoli, ed Adrasto di Cizico, nobiles mathematici. I mitologi greci ed i libri aprocrifi dei versi sibillini ci hanno trasmesso la memoria dei due periodi susseguenti.

[179.] Plinio (Hist. Nat. II, 23) ha trascritto i registri originali di Augusto. Il Mairan, nelle ingegnosissime sue lettere al P. Parennin, missionario alla China, trasporta i giuochi e la cometa del settembre, dall'anno 44 all'anno 43 avanti l'era Cristiana; ma io non mi do interamente per vinto dalla critica dell'Astronomo (Opuscoli, p. 275-351).

[180.] Quest'ultima cometa si fece vedere nel dicembre del 1680. Bayle il quale pose mano ai suoi Pensieri sulle comete nel gennajo del 1681 (Opere, t. III), fu obbligato a servirsi di questo argomento, che una cometa soprannaturale avrebbe confermato gli antichi nella loro idolatria. Bernoulli (Vedi il suo Elogio in Fontenelle, t. V p. 99) diceva che la testa della cometa non è un segno straordinario dello sdegno celeste, ma che la coda può esserne uno.

[181.] Il Paradiso Perduto uscì in luce nell'anno 1667; ed i famosi versi (l. II, 708 ec.) che sbigottirono il censore possono alludere alla recente cometa del 1664 osservata da Cassini a Roma in presenza della regina Cristina (Fontenelle, Elogio di Cassini, l. V p. 338). Aveva forse Carlo II lasciato sfuggire qualche segno di curiosità o di spavento?