[429.] Gli elogi più puri e più autorevoli sono quelli che ricevono i Principi prima del loro esaltamento. Mentre si innalzava Giustino al trono, Corippo avea encomiato Tiberio (l. I p. 212-222). Del resto un Capitano stesso delle guardie poteva instigare l'adulazione d'un Affricano esigliato.
[430.] Evagrio (l. V c. 13) ha aggiunto il rimprovero di Giustino a' suoi Ministri. Egli applica questo discorso alla cerimonia, in cui fu conferita a Tiberio la dignità Cesarea. Non per un vero sbaglio, ma per le loro vaghe espressioni, Teofane ed alcuni altri fecero pensare che si avesse a riferire all'epoca in cui Tiberio fu decorato del titolo d'Augusto, subito dopo la morte di Giustino.
[431.] Teofilatto Simocatta (l. III c. 11) attesta formalmente, che trasmette ai posteri l'aringa di Giustino quale la pronunziò, e senza voler correggere gli errori di lingua e di rettorica. Probabilmente questo futile sofista non sarebbe stato capace di farne una simile.
[432.] Vedi, sul carattere ed il regno di Tiberio, Evagrio (l. V c. 13), Teofilatto (l. III c. 12 ecc.), Teofane (in Chron. p. 210-213), Zonara (t. II l. XIV p. 22), Cedreno (p. 392), Paolo Warnefrido (De gestis Longobard. l. III c. 11, 12). Il Diacono del Forum Julii pare che abbia avuto veramente cognizione di alcuni fatti curiosi ed autentici.
[433.] È singolare che Paolo (l. III c. 15) lo distingue come il primo fra gli Imperatori greci, primus ex graecorum genere in imperio constitutus. È vero che i suoi immediati predecessori erano nati nelle province latine d'Europa: e nel testo di Paolo bisogna forse leggere in Graecorum imperio; ciò che applicherebbe l'espressione all'impero anzi che al Principe.
[434.] Sul carattere e regno di Maurizio vedi il quinto e sesto libro d'Evagrio, e specialmente il libro VI c. 1, gli otto libri della prolissa ed ampollosa istoria di Teofilatto Simocatta, Teofane (p. 213 ec.), Zonara (t. II l. XIV p. 73), Cedreno (p. 394).
[435.] Αυτοκρατωρ οντως γενομενος την μεν οχλοκρατειαν των παθων εκ της οικειας εξενηλατησε ψυκης: αρισοκρατειαν δε εν τοις εαυτου λογισμοις κατασησαμενος. Evagrio compose la sua storia nel duodecimo anno del regno di Maurizio, ed egli era stato così saggiamente indiscreto, che l'Imperatore conobbe e ricompensò le sue favorevoli opinioni (l. VI c. 24).
[436.] I geografi antichi fanno spesso menzione della columna rhegina, situata nella più stretta parte del Faro di Messina, alla distanza di cento stadj dalla città di Reggio. Vedi Cluvier (Ital. antiq. t. II p. 1295), Luca Olstenio (Annot. ad Cluvier, p. 301) e Wesseling (Itiner. p. 106).
[437.] Gli storici Greci non ispargono che una debole luce sulle guerre d'Italia (Menandro, in Excerpt. legat. p. 124-126; Teofilatto, l. III c. 4). I Latini, e specialmente Paolo Warnefrido (l. III c. 13-34), che aveva lette le anteriori istorie di Secondo e di Gregorio di Tours, sono più soddisfacenti. Il Baronio cita alcune lettere de' Papi ec., e si trovano stabilite le epoche nell'esatta Cronologia del Pagi e del Muratori.
[438.] Zacagni e Fontanini, difensori della causa de' Papi, hanno potuto a giusto titolo reclamare le valli e le paludi di Comacchio come una parte dell'Esarcato; ma nella loro ambizione, essi hanno voluto comprendere anche Modena, Reggio, Parma e Piacenza, ed hanno ottenebrata una questione di geografia, già dubbiosa ed oscura per se stessa. Anche il Muratori, come servitore della casa d'Este, non va esente di parzialità e di prevenzione.