[506.] Menandro (in Excerpt. legat., p. 126-132, 174, 175) ci riferisce il falso giuramento di Bajano e la resa di Sirmio; ma si è perduta la sua storia dell'assedio della quale Teofilatto parla con encomio (l. I, c. 3) το δ’οπως Μενανδρω τω περιφανει σαφως διηγορευται.

[507.] Vedi d'Anville, (Mém. de l'Accad. des Inscriptions t. XXVIII, p. 412-443). Costantino Porfirogenito nel decimo secolo faceva uso del nome di Belgrado che è schiavone, ed i Franchi nel nono secolo ai servivano della denominazione latina di Alba Graeca (p. 414).

[508.] Baronio, Ann. Ecc., A. D. 600, n. 1. Paolo Warnefrido (l. IV, c. 38) dà contezza dell'invasione degli Avari nel Friuli, e (c. 39) della schiavitù de' suoi antenati, A. D. 632. Gli Schiavoni valicarono il mare Adriatico, cum multitudine navium, e fecero una scorreria nel territorio Sipontino (c. 47).

[509.] Loro insegnò eziandio a far uso dell'Elepolis ossia della torre mobile (Teofilatto, l. II, c. 16, 17).

[510.] Gli eserciti e le alleanze del Cacano si estesero infino ai contorni d'un mare posto all'Occidente e lontano da Costantinopoli quindici mesi di cammino. L'imperatore Maurizio conversò con alcuni musici ambulanti di quel rimoto paese, e solo sembra che abbia preso una professione per una nazione (Teofilatto l. VI, c. 2).

[511.] Il conte di Buat fa qui una delle più verisimili e più luminose congetture (Histoire des Peuples barbares, t. XI, p. 546-568). I Tzechi ed i Serbi si trovano insieme confusi nei contorni del monte Caucaso, nell'Illirio e nella parte bassa dell'Elba. Pare che le più bizzarre tradizioni dei Boemi confermino la sua ipotesi.

[512.] Vedi negli storici Francesi Fredegario, t. II. p. 432. Bajano non faceva mistero dell'orgogliosa sua insensibilità. Οτι τοιουτους (e non τοσουτους, come si vorrebbe in una ridicola correzione) επαφησω τη Ρωμαικη, ως ει και συμβαιη γε σφισι θανατω αλωναι, αλλ’εμοι γε μη γενεσθαι συναισθησοιν.

[513.] Vedi in Teofilatto (l. V, c. 16, VI, c. 1, 2, 3) la spedizione ed il ritorno di Maurizio. Se questo scrittore dimostrato avesse o spirito o gusto, si potrebbe supporre che si fosse permessa una dilicata ironia; ma sicuramente Teofilatto non ha tanta malizia da rimproverarsi.

[514.]

Εις οιωνος αριστος αμυνεσθαι περι πατρης