Iliade, XII, 243.

Questo eccellente verso che sì bene ci spiega il coraggio di un eroe, e la ragione di un savio, ci prova chiaramente quanto Omero fosse, sotto ogni aspetto, superiore al suo secolo ed al suo paese.

[515.] Teofilatto. (l. VII, c. 3) Sulla testimonianza di questo fatto, che m'era sfuggito dalla memoria, il candido lettore scuserà e correggerà l'annotazione trentesimasesta del trentaquattresimo capitolo ove mi sono troppo affrettato a raccontare la rovina d'Azimo o Azimunto. Un altro secolo di valore e di patriottismo, non è pagato a troppo caro prezzo con una tal confessione.

[516.] Vedi l'obbrobriosa condotta di Commenziolo in Teofilatto, l. II, c. 10-15; l. VII, c. 13, 14; l. VIII, c. 2, 4.

[517.] Vedi le imprese di Prisco, l. VIII, c. 2, 3.

[518.] Si può tener dietro alle particolarità della guerra fra gli Avari, nel primo, secondo, sesto, settimo ed ottavo libro dell'Istoria dell'Imperatore Maurizio, scritta da Teofilatto Simocatta. Egli scriveva sotto il regno d'Eraclio, e non poteva quindi esser tentato ad adulare: ma la sua mancanza di discernimento lo rende diffuso nelle bagatelle, e conciso sui fatti più importanti.

[519.] Maurizio medesimo compose dodici libri sopra l'arte della guerra che esistono tuttora, e che furono pubblicati (Upsal, 1664) da Giovanni Schaeffer, in fine della Tattica d'Arriano (Fabrizio, Bibl. graeca l. IV, c. 8, t. III p. 278 che promette d'estendersi ancor più su quest'opera, allorchè gliene si presenterà una favorevole occasiono).

[520.] Vedi le particolarità degli ammutinamenti avvenuti sotto il regno di Maurizio in Teofilatto, l. III, c. 1-4; l. VI, c. 7, 8, 10; l. VII, c. 1; l. VIII, c. 6, etc.

[521.] Teofilatto e Teofane sembrano ignorare la cospirazione e la cupidità di Maurizio. Tali accuse così sfavorevoli alla memoria di quest'Imperatore, si ritrovano per la prima volta nella Cronaca di Pasquale (p. 379, 380), da cui Zonara le attinse (t. II, l. XIV, p. 77, 78). In quanto al riscatto dei dodicimila prigionieri, Cedreno (p. 399) ha seguito un altro calcolo.

[522.] Ne' suoi clamori contro Maurizio, il popolo di Costantinopoli lo infamò col nome di Marcionito o di Marcionista; eresia, dice Teofilatto (l. VIII, c. 9) μετα τινος μωρας ευλαβειας, ευηθης τε και καταγελασος. Era questo un vago rimprovero? oppure aveva Maurizio realmente ascoltato qualche oscuro predicante della Setta degli antichi gnostici?