[533.] Si trovano varie particolarità sopra la Tirannia di Foca, e l'esaltamento al Trono d'Eraclio, nelle Cronache di Pasquale (p. 380-383), in Teofane (p. 242-250), in Niceforo (p. 3-7,) in Cedreno (p. 404-407,) in Zonara (t. II, l. XIV, p. 80-82).

[534.] Teofilatto, l. VIII, c. 15. La vita di Maurizio fu scritta l'anno 628 (l. VIII, c. 13) dall'ex Prefetto Teofilatto Simocatta, nato in Egitto. Fozio, che dà un lungo estratto di quest'opera, dolcemente critica l'affettazione e l'allegoria che dominano il suo stile. La prefazione consiste in un dialogo fra la Filosofia e l'Istoria; esse siedono sotto un platano, e l'Istoria suona la sua lira.

[535.] Christianis nec pactum esse, nec fidem, nec foedus.... Quod si ulla illis fides fuisset, regem suum non occidissent. (Eutichio, Annal., t. II, p. 211, vers. Pocock).

[536.] Per qualche secolo noi siamo qui obbligati di abbandonare gli autori contemporanei, e di abbassarci, se ciò può dirsi abbassarsi, dall'affettazione della retorica alla grossolana semplicità delle Cronache e de' Compendj. Le opere di Teofane (Cronograph. p. 244-279) e di Niceforo (p. 3-16) offrono la serie della guerra persiana, ma in un modo imperfetto. Quando dovrò riferire de' fatti che essi non accennano, citerò le particolari autorità. Il cortigiano Teofane, che si fece poi Monaco, nacque A. D. 748; e Niceforo, Patriarca di Costantinopoli, che morì A. D. 829, era un poco più giovane: tutti e due ebbero a soffrire per la causa delle immagini (Hankius, Descript. byzantinis, p. 200-246).

[537.] Gli storici di Persia furono essi stessi ingannati su questo punto; ma Teofane (p. 244) rimprovera a Cosroe questa superchieria e questa menzogna; ed Eutichio crede (Ann. t. II, p. 211) che il figlio di Maurizio, che potè sfuggire agli assassini, si sia fatto monaco sul monte Sinai, dove morì.

[538.] Eutichio attribuisce tutte le perdite dell'Impero al regno di Foca, e quest'errore salva la gloria d'Eraclio. Egli fa venire quel Generale non da Cartagine ma da Salonica, con una flotta carica di vegetali per Costantinopoli (Annal. t. II, p. 223, 224). Gli altri Cristiani dell'Oriente, Barebreo (ap. Asseman., Bibl. orient., t. III, p. 412, 413), Elmacin (Hist. Saracen. p. 13-16), Abulfaragio (Dynast., p. 98, 99) sono di più buona fede, e più esatti. Il Pagi indica i diversi anni della guerra persiana.

[539.] Sulla conquista di Gerusalemme, avvenimento tanto interessante per la Chiesa, vedi gli Annali d'Eutichio (t. II, p. 122-223) ed i lamenti del monaco Antioco (apud Baron., Annal. eccles., A. D. 614, n. 16, 26), centoventinove Omelie del quale tuttora sussistono, se pure si può dire che sussistano, mentre nessuno le legge.

[540.] Il Vescovo Leonzio, suo contemporaneo, scrisse la vita di questo degno prelato. Baronio (Ann. eccles. A. D. 610, n. 10) e Fleury (tom. VIII, p. 235, 242) hanno dato sufficienti notizie di quest'opera edificante.

[541.] L'errore di Baronio e di altri parecchi scrittori che ci hanno voluto far credere che le conquiste di Cosroe si fossero estese sino a Cartagine, in luogo di Calcedonia, si fondò sulla rassomiglianza dei greci vocaboli Καλχηδονα e Καρχηδονα che si leggono nei testi di Teofane, e che sono stati confusi ora dai copisti ed ora dai critici.

[542.] Gli Atti originali di sant'Anastasio sono stati pubblicati frammisti a quelli del settimo Concilio generale, da cui e Baronio (Annal. eccles., A. D. 614, 426, 627) e Butlero (Lives of the Saints, vol. 1, p. 242-248) hanno cavato i loro racconti. Questo santo martire abbandonò le bandiere del Re di Persia, sotto cui serviva ed entrò nelle romane legioni; a Gerusalemme vestì l'abito di frate, e fece oltraggio al culto dei Magi allora vigente in Cesarea, città della Palestina.