[543.] Abulfaragio, Dynast., p. 99; Elmacin, Hist. Sarac. p. 14.

[544.] D'Anville, Mem. de l'Acad. des Inscript. t. XXXII, p. 568-571

[545.] L'una di queste razze ha due gobbe e l'altra una sola. La prima si è propriamente il cammello; la seconda il dromedario. Il cammello è nativo del Turkestan o della Bactriana ed il dromedario non nasce che in Arabia ed in Affrica. (Buffon, Hist. nat., t. XI, p. 211); Aristotile (Hist. animal., t. I, l. II, c. I; t. II, p. 185).

[546.] Teofane, Cronograph., p. 268, e d'Herbelot, Bibl. Orient. p. 997. I Greci ci descrivono Dastagerda nel momento del suo declinamento, invece che i Persi ce la rappresentano nell'epoca del suo maggior splendore; ma i primi non parlano che con sincerità su quanto sono stati testimoni di veduta; ed i secondi non narrano che quanto loro è stato vagamente riferito.

[547.] Gli storici di Maometto, Abulfeda (in vita Mohammed, p. 92, 93) e Gagniero (Vita di Maometto, t. II, p. 247) vogliono che questa ambasciata avvenisse nell'anno settimo dell'Egira che principiò A. D. 628, l'11 maggio; ma la loro cronologia è sbagliata, mentre Cosroe morì nel mese di febbrajo dell'istesso anno (Pagi, Critica, t. II, p 779). Il conte di Boulainvilliers (Vita di Maometto, p. 327, 328) la sostiene nell'anno 615, poco dopo la conquista della Palestina. È però vero che Maometto non poteva essersi così presto avventurato ad un fatto di simil sorta.

[548.] Vedi il capitolo trentesimo dell'Alcorano intitolato i Greci. Il dotto ed insieme savio Sale che ha tradotto l'Alcorano in lingua inglese, (p. 330, 331) ci presenta sotto un eccellente aspetto queste congetture, questa predizione, o questa scommessa di Maometto; ma Boulainvilliers (p. 329-334) colle più cattive intenzioni fa tutti i sforzi per istabilire la verità di questa profezia, che secondo i suoi principj doveva imbarazzare i polemici scrittori del Cristianesimo.

[549.] Paolo Warnefrido, De gest. Longobard., l. IV, c. 38, 42; Muratori, Annali d'Italia, t. V, p. 307, etc.

[550.] La cronica di Pascal che soventi, mentre annoia con un indice sterile di nomi e di date, ci compensa con qualche pezzo di storia, dà una esattissima descrizione del tradimento degli Avari (p. 389, 390). Niceforo indica il numero dei prigionieri.

[551.] Qualche scritto originale, come l'aringa, o la lettera degli ambasciatori romani (p. 386-388) rendono interessante la cronica di Pascal, che deve essere stata dettata sotto il regno d'Eraclio e verisimilmente in Alessandria.

[552.] Niceforo che (p. 10, 11) coi nomi di αθεσμον, e di αθεμιτον, fa ogni sforzo por coprire d'ignominia questo matrimonio, si fa un vero piacere di narrare che i due figli sortiti da quell'incestuoso maritaggio portarono ambedue, per tutta la loro vita, l'impronto della collera divina, il primo nell'immobilità del collo, ed il secondo nella mancanza dell'udito.