[348.] V. i calcoli del d'Anville (Mém. sur l'Egypte, p. 23 ec.). Il signor di Paw, dopo qualche disputa da uomo di mal umore, non può valutare più di duemila dugento cinquanta leghe quadrate (Recherches sur les Egyptiens, t. I, p. 118-121).

[349.] Renaudot (Hist. patriarch. Alexandr. p. 334) il quale tratta la lezion comune, o la version d'Elmacin, da' error librarii. I 4,300,000 pezze che egli sostituisce pel nono secolo sono un termine medio assai probabile, oltre i 3,000,000 che acquistarono gli Arabi colla signoria dell'Egitto (idem, p. 168) e i 2,400,000 che il sultano di Costantinopoli riscosse nell'ultimo secolo (Pietro della Valle, t. I, pag. 352; Thevenot, part. I, p. 824). Il Paw (Recherches, t. II, p. 365-373) cresce a poco a poco la rendita dei Faraoni, dei Tolomei, e dei Cesari, da sei a quindici milioni di scudi di Germania.

[350.] La lista di Schultens (Index geograph. ad calcem vit. Saladin., p. 5) contiene duemila trecento novantasei città o villaggi: quella del d'Anville (Mém. sur l'Egypte, p. 29), a seconda dei dati fornitigli dal divano del Cairo, ne numera duemila secento novantasei.

[351.] V. Maillet (Description de l'Egypte, p. 28): i suoi argomenti sono giudiziosi e sembrano procedenti da un uomo leale. Son più contento delle osservazioni fatte da questo autore, che della sua erudizione: egli non conosceva nè le lettere greche, nè le latine, ed è troppo incantato dalle finzioni degli Arabi. Abulfeda (Descript, Aegypt. arab. et latin., Joh. David Michaelis, Gottingue, in 4. 1776) ha raccolto quanto essi dissero di più ragionevole. Per riguardo ai due viaggiatori moderni, Savary e Volney, il primo diletta, come già notai; ma il secondo è tanto istruttivo che io vorrei che potesse girare tutto il globo.

[352.] La mia narrazione della conquista dell'Affrica è cavata da due Francesi che scrissero sulla letteratura degli Arabi. Cardonne (Hist. de l'Afrique et de l'Espagne sous la domination des Arabes, t. I, p. 8-55) e Otter (Hist. de l'Acad. des inscriptions, t. XXI, p. 111-125, 136); essi hanno attinto i fatti in gran parte da Novairi, che compose (A. D. 1331) un'Enciclopedia in più di venti volumi. Questa Enciclopedia ha cinque parti generali; ella tratta, 1. della medicina, 2. dell'uomo, 3. degli animali, 4. delle piante, e 5. dell'istoria. Gli affari dell'Affrica sono discussi nel sesto capitolo della quinta sezione di quest'ultima parte (Reiske, Prodidogmata ad Hadii chalifae tabulas, p. 232-234). Fra gli storici antichi citati da Novairi, è da osservarsi la narrazione originale d'un soldato che conduceva la vanguardia dei Musulmani.

[353.] V. l'istoria d'Abdallah in Abulfeda (vit. Mohammed p. 109), e Gagnier (Vie de Mahomet, t. III, p. 45-48).

[354.] Leone l'Affricano (in Navigazione e Viaggi di Ramusio, t. I, Venezia, 1550, fol. 76, retro) e Marmol (Description de l'Afrique, t. II, p. 562) hanno descritta la provincia e la città di Tripoli. Era il primo un Moro erudito che avea viaggiato; compose o tradusse la geografia dell'Affrica a Roma, dove si trovava prigioniero, e avea preso il nome e la religione di Papa Leon decimo. Lo spagnuolo Marmol, soldato di Carlo V, era prigioniero dei Mori quando compilò la sua descrizione dell'Affrica; tradotta in francese dal d'Ablancourt (Parigi, 1667, 3 vol. in 4). Marmol avea letto ed osservato; ma non ha quell'occhio curioso e quelle vedute estese che si trovano nello scritto di Leone l'Affricano.

[355.] V. Teofane, che fa menzione della sconfitta piuttosto che della morte di Gregorio. Egli dà al Prefetto il nome ingiurioso di Τυραννος Tiranno; è verosimile che Gregorio avesse presa la porpora (Chronograph., p. 285).

[356.] V. in Ockley (Hist. of the Saracens, vol. II, p. 45) la morte di Zobeir, che fu onorato dalle lagrime di Alì contro cui si era egli ribellato. Eutichio (Annal., t. II, p. 308) parla del suo valore all'assedio di Babilonia, se pure non si tratta d'altra persona collo stesso nome.

[357.] Shaw's Travels, p. 118, 119.