Mi son valso dell'espression moderna di lotto per tradurre li missilia degli imperadori Romani, i quali davano un premio o un lotto a chi lo coglieva quando era gettato in mezzo alla folla.
[486.] Quando Bell d'Antermony (Travels, vol. I; pag. 99) accompagnò l'ambasciador Russo all'udienza dello sventurato Shah Hussein di Persia, furon condotti nella sala dell'assemblea due leoni, per far mostra del potere che aveva il monarca sugli animali più feroci.
[487.] Abulfeda, p. 237: d'Herbelot, p. 590. Quell'ambasciator Greco giunse a Bagdad A. D. 917. Nel passo d'Abulfeda mi son servito, con qualche cangiamento, della traduzione inglese del dotto ed amabile sig. Harris di Salisbury (Philological Enquiries, 364, 365).
[488.] Cardonne, Hist. de l'Afr. et de l'Esp., t. I, p. 330-336. La descrizione e le incisioni dell'Alhambra, che si trovano nei Voyages de Swinburne (p. 171-188, in ingl.), danno una vera idea del gusto e dell'architettura degli Arabi.
[489.] Cardonne, t. I, pag. 329, 330. I detrattori della vita umana citeranno in aria di trionfo questa confessione, i lamenti di Salomone sulle vanità del mondo (V. il poema verboso ma eloquente di Prior) e i dieci giorni felici dell'imperatore Seghed (Rambler, n. 204, 205); spesso sono smodati i loro disegni, e rare volte imparziale il lor modo di valutarli. Se mi è lecito parlar di me (il sol uomo di cui posso con certezza parlare), i miei giorni felici han superato di molto il piccol numero indicatoci dal Califfo di Spagna, a continuano tuttavia; nè temerò di aggiungere, che il piacere che io provo a comporre quest'Opera ha una gran parte nel conto de' miei giorni beati.
[490.] Il Gulistan (pag. 239) narra la conversazione di Maometto e d'un medico (Epistol. Renaudot, in Fabricio, Bibl. graec., t. I, p. 814). Il Profeta esso stesso era versato nell'arte della medicina, e il Gagnier (Vie de Mahomet, t. III, p. 394-405) ha fatto un estratto degli aforismi che sussistono sotto il suo nome.
[491.] V. le particolarità di questa curiosa architettura delle api in Réaumur (Hist. des Insectes, t. V., Memoria 8). Questi esagoni son terminati da una piramide. Un matematico ha cercato quali angoli dei tre lati d'una tal piramide adempirebbero al dato fine colla minor quantità di materie possibili, ed ha determinato il più grande in 109°, 26′, e il più piccolo in 70°, 34′. La misura che seguono le api è di 109°, 28′, e di 70°, 32′. Questa perfetta concordanza non fa onore per altro al lavoro se non a danno dell'artista, poichè le api non conoscono la geometria trascendente.
[492.] Saied-Ebn-Ahmed, Cadì di Toledo, che morì A. E. 462, A. D. 1069, ha somministrato ad Abulfaragio (Dynast. p. 160) questo passo singolare, come pure il testo dello Specimen Historiae Arabum del Pocock. Alcuni aneddoti letterari sui filosofi e i medici ec., vissuti sotto ogni Califfo, formano il primario pregio delle dinastie di Abulfaragio.
[493.] Questi aneddoti letterari sono tratti dalla Bibliotheca arabico-hispana (t. II, p. 38, 71, 201, 202), da Leone Affricano (De Arab. medicis et philosophis, in Fabrizio, Bibl. graec., t. XIII, p. 259-298, ed in particolare p. 274), da Renaudot (Hist. patriar. Alex. p. 274, 275, 536, 537), e dai Remarques chronologiques d'Abulfaragio.
[494.] Il Catalogo arabo dell'Escuriale darà un'idea giusta della proporzion delle classi. Nella biblioteca del Cairo, i manoscritti d'astronomia e di medicina eran da seimila e cinquecento, con due bei globi, uno di bronzo e l'altro d'argento (Bibl. arab.-hispana, t. I, p. 417).