[515.] Quanto alla situazione di Racca, l'antico Niceforio, veggasi d'Anville (l'Euphrate et le Tigre, pag. 24-27). Nelle Notti Arabe si parla di Haroun-al-Rashid come se non uscisse mai di Bagdad. Egli rispettava la sede reale degli Abbassidi: ma i vizi degli abitanti l'aveano cacciato da quella città (Abulfeda, Annal. p. 167).
[516.] Il signor di Tournefort nel suo dispendioso viaggio da Costantinopoli a Trebisonda, passò una notte in Eraclea, ossia Eregri. Esaminò la città nel suo stato d'allora, e ne raccolse le anticaglie. (Voyage du Levant, tom. III, lettera 16, p. 23-35). Abbiamo una storia particolare d'Eraclea nei frammenti di Mennone, conservati da Fozio.
[517.] Teofane (p. 384, 385, 391, 396, 407, 408), Zonara (t. II, l. XV, p. 115-124) Cedreno, (p. 447, 478), Eutichio (Annal., t. II, p. 407 ), Elmacin (Hist. Saracen., p. 136, 151-152), Abulfaragio (Dynast. p. 147, 151) ed Abulfeda (156, 166-168) parlano delle guerre di Haroun-al-Rashid contro l'impero Romano.
[518.] Gli autori che mi hanno meglio istruito dello stato antico e moderno di Creta, sono Belon (Observ. ec. c. 3-20, Paris, 1555), Tournefort (Voyage du Levant, t. I, lettera II e III) e Meursio (Creta, nella raccolta delle sue Opere t. III, p. 343-544). Benchè Creta sia chiamata da Omero Πιειρα opulenta, e da Dionigi λιπαρη τε και ευβοτος splendida ed ubertosa, non so credere che quell'isola montuosa superasse e nemmeno pareggiar potesse la fertilità della maggior parte dei paesi di Spagna.
[519.] Le particolarità più autentiche e più minute si incontrano nei quattro libri della continuazion di Teofane, che Costantino Porfirogenito, fece da sè stesso, o che fu fatta per ordine suo, e pubblicata colla vita di suo padre Basilio il Macedone (Scriptores post Theophan., p. 1-162 da Francesco Combesis, Paris, 1685 ). Vi si narra la perdita di Creta e di Sicilia (l. II, p. 46-52 ). Vi si ponno aggiungere come testimonianze secondarie quelle di Giuseppe Genesio (l. II, pag. 21, Venezia, 1733), di Giorgio Cedrano (Compend., p. 506-508), e di Giovanni Scylitze Curopalata (apud Baronio, Annal. eccl., A. D. 827, n. 24 ec.). Ma i Greci moderni rubano sì palesemente, che fra loro si potrebbe citare una folla d'altri autori.
[520.] Renaudot (Hist. patriar. Alex., p. 251-256, 268, 270) ha descritto i guasti commessi in Egitto dagli Arabi dell'Andalusia; ma si dimenticò di congiungerli al conquisto di Creta.
[521.] Δηλοι (dice il continuator di Teofane, l. II, p. 51) δε ταυτα σαφεστατα και πλατικωτερον η τοτε γραφαισα Οεογνωστω και εις χειρας ελθουσα ημων, tai cose sono manifestissime e più divulgate di quelle scritte allora da Teognosto e venute nelle nostre mani. Questa storia della perdita della Sicilia non si ha più. Muratori (Ann. d'Ital. t. VII, p. 7-19-21 ec.) ha soggiunto alcune particolarità tratte dalle cronache d'Italia.
[522.] La pomposa e interessante tragedia del Tancredi converrebbe piuttosto a quest'epoca, che all'anno 1005 scelto dal Voltaire. Io farò un lieve rimprovero all'autore per avere dato a Greci, schiavi dell'imperator di Bisanzio, il coraggio della cavalleria moderna e delle antiche repubbliche.
[523.] Il Pagi ha riferito e rischiarato il racconto o le lamentazioni di Teodosio (Critica, t. III, p. 619 ec.). Costantino Porfirogenito (in vit. Basil., c. 69, 70, pag. 190-192) fa menzione della perdita di Siracusa e del trionfo dei demonii.
[524.] Si trovano parecchi estratti d'autori Arabi sulla conquista della Sicilia in Abulfeda (Annal. moslem., p. 271-273), e nel primo volume degli Script. rerum italic. del Muratori. Il signor de Guignes (Hist. des Huns, t. I, p. 363, 364) aggiunge alcuni fatti rilevanti.