[561.] La tattica di Leone e di Costantino fu pubblicata coll'aiuto di qualche nuovo manoscritto nella grande edizione delle opere di Meursio fatta dal dotto Lami (t. VI, p. 531-920, 1211-1417: Fiorenza, 1745); ma il testo è ancora guasto e mutilato, e sempre oscura e piena di spropositi la versione. La biblioteca di Vienna fornirebbe qualche prezioso materiale ad un nuovo editore (Fabricio, Bibl. graec., t. VI, p. 369, 370).

[562.] Fabricio (Bibl. graec., t. XII, p. 425-514), Einec. (Hist. juris romani, p. 396-399), e Giannone (Istoria civile di Napoli, t. I, p. 450-458) possono utilmente consultarsi come storici di giurisprudenza intorno ai Basilici. Quarant'un libri di questo codice greco sono stati pubblicati con una version latina da Carlo Annibale Fabrotti, Parigi 1647, in sette volumi in folio. Si sono scoperti di poi quattro altri libri che furono inseriti nel Novus Thesaurus juris civil. et Canon., di Gerardo Meerman, t. V. Giovanni Leunclavio ha composto (a Basilea 1575) un'egloga o sinopsi dei sessanta libri che formano l'intera Opera. Si vedono nel Corpus juris civilis le centotredici Novelle o leggi nuove di Leone.

[563.] Mi son servito dell'ultima edizione de' Geoponici, che è la migliore (stampata da Nicolao Niclas, Lipsia 1781, due volumi in ottavo). Leggo nella prefazione, che lo stesso imperatore richiamò i sistemi di rettorica e di filosofia da lungo tempo dimenticati. I suoi due libri della Hippiatrica, ossia dell'arte di curare la malattia de' cavalli, furon pubblicati a Parigi, 1530 in folio (Fabr. Bibl. graec. t. VI, p. 493-500).

[564.] Di quei cinquantatre libri o titoli, due soli pervennero sino a noi e furono stampati: l'uno De legationibus da Fulvio Orsino, Anversa, 1582, e da Daniele Eschelio, August. Vindel. 1603; e l'altro De virtutibus et vitiis da Enrico di Valois, ediz. di Parigi, 1634.

[565.] Ankio (De scriptorib. Bizant. pag. 418-460), dà il sommario della vita e la lista delle opere di Metafraste. Questo Biografo dei Santi si compiaceva nel parafrasare i sensi o le assurdità degli Atti antichi; essendo stato una seconda volta parafrasato il suo stile di rettore nella version latina del Surio, appena oggi si può conoscere un filo del tessuto primitivo.

[566.] Giusta il primo libro della Ciropedia, la tattica, che non è che una piccola parte dell'arte della guerra, era già professata in Persia, il che deesi riferire alla Grecia. Una buona edizione di tutti gli autori che hanno scritto di tattica sarebbe impresa degna d'un erudito: egli potrebbe scoprire qualche nuovo manoscritto, e colle sue cognizioni schiarire l'istoria militare degli antichi: ma un tale erudito dovrebb'essere di più soldato, e sventuratamente non vive più un Quinto Icilio.

[567.] Dopo aver osservato che i Cappadoci son meno forniti di merito quanto sono più elevati per grado e per ricchezze, l'autore della descrizion delle province si compiace dell'epigramma attribuito a Demodoco:

Καππαδοκην ποτ’ εχιδνα δακεν, αλλα και αυτη

Κατθανε, γευσαμενη αιματος ιοβολου.

Una vipera infesta morse un Cappadoce, ma morì anch'essa succhiandone il sangue velenoso.