[597.] Στεμμα, σεφανος, διαδημα; serto, corona, diadema (V. Reiske, ad Ceremoniale p. 14, 15). Il Ducange ha pubblicato una dotta dissertazione sulle corone di Costantinopoli, di Roma, e di Francia ec. (sopra Joinville, XXV, p. 289-303): ma nessuno dei trentaquattro modelli che egli ne dà s'accorda esattamente colla descrizione d'Anna Comnena.
Par exstans curis, solo diademate dispar
Ordine pro rerum vocitatus Cura-Palati,
dice l'Affricano Corippo (De laudibus Justini, l. I, 136); e nello stesso secolo (il sesto) Cassiodoro dice parlando di quell'uffiziale, Virga aurea decoratus inter numerosa obsequia primus ante pedes regis incederet (Variar., VII, 5). In processo di tempo, cacciarono i Greci al quindicesimo grado questo grande ufficiale, e divenne quasi ignoto, ανεπιγνωστος, e non esercitava più alcun ufficio νυν δε ουδεμιαν (Codin, c. 5, p. 65).
[599.] Niceta (in Manuele, l. VII, c. I,) lo definisce così, ως η Λατινων φωνη καγκελαριον, ως δ’Ελληνες ειποιεν λογοθετην, quel che in lingua, latina è il cancelliere, i Greci chiamano Logoteta. Andronico vi aggiunse l'epiteto di μεγας grande (Ducange, t. I. p. 822, 823).
[600.] Dopo l'imperatore Leone I (A. D. 470), l'inchiostro imperiale, che tuttavia si vede in alcuni atti originali, fu una mescolanza di minio, di cinabro o di porpora. I tutori dell'imperatore, che avean facoltà di servirsene, scrivean sempre l'indizione e il mese con inchiostro verde. V. il Dictionnaire diplomatique (t. I, p. 511-513), compendio prezioso.
[601.] Il soldano mandò un Σιαους Siaus ad Alessio (Anna Comnena l. VI, p. 170: Ducange ad loc.); e Pachimaro parla spesso del μεγας τζαους, grande Tziaus (l. VII, c. I; l. XII, c. 30; l. XIII, c. 22). Lo Sciau bascià oggi comanda settecento ufficiali (Ricaud, Ottoman Empire p. 349, ediz. in-8.)
[602.] Tagesman è il nome arabo d'un interprete (d'Herbelot, p. 854, 855), πρφτος των ερμηνεων ους κοινως ονομαζουσι δραγομανους, il primo degli interpreti, che comunemente chiamano dragomani, dice Codino (c. 5, n. 70, p. 67). V. Villehardouin (n. 96), Busbek (epist. 4, p. 338) e Ducange (Observ. sopra Villehardouin, et Gloss. graec. et latin.)
[603.] Κονοσταυλος o κοντοσταυλος, conostaulo o controstaulo, parola corrotta dal latino comes stabuli o dal francese connétable. I Greci han dato a questo vocabolo un senso militare sin dall'undecimo secolo, cioè almeno tanto per tempo quanto i Francesi.