[634.] Costantino Porfirogeneta in vit. Basil., c. 61, p. 185: loda egli moderatamente questo stratagemma come βουλην συνστην και σοφην un'invenzione prudente e dotta; ma, offuscato dalla sua fantasia, presenta la navigazione intorno al Capo del Peloponneso come un tragitto di mille miglia.

[635.] Il continuator di Teofane (l. IV, p. 122, 123) nomina i luoghi di questi segnali che rispondono gli uni agli altri; il castello di Lulum presso Tarso, il monte Argeo, il monte Isamo, il monte Egilo, la collina di Mamasso, il Ciriso, il Mocilo, il colle d'Ausenzio, il quadrante del faro del gran palazzo. Dice che le notizie si trasmettevano εν ακαρει in un attimo: miserabile esagerazione, che nulla dice perchè dice troppo. Sarebbe stata cosa più istruttiva l'indicare un intervallo di tre, di sei o di dodici leghe.

[636.] V. il Cerimoniale di Costantino Porfirogeneta (l. II, c. 44, p. 176-192). Un lettore attento scorgerà qualche contraddizione in varie parti di questo calcolo; ma non sono già più oscure, o più inesplicabili, delle tabelle totali, e di quelle degli uomini effettivi, dei soldati presenti e degli altri atti al servigio, dei riscontri di riviste e dei congedi, cose che nei nostri eserciti odierni si vogliono coperte d'un velo misterioso, ma profittevole a taluno.

[637.] V. il quinto, sesto e settimo capitolo, περι οπλων, περι οπλισεως, e περι γυμνασιας delle armi, dell'armamento e dell'esercizio, nella Tattica di Leone, coi passi corrispondenti in quella di Costantino.

[638.] Osservano essi της γαρ τοξειας παντελως αμεληθεισης... εν τοις Ρωμαιοις τα πολλα νον αιωθε σφαλματα γινησθαι essendo onninamente negletta l'arte del balestriere... sogliono presentemente succedere fra i Romani molti errori (Leone, Tactique, p. 581; Costantino, p. 1216). Non era però massima de' Greci e de' Romani lo spregiare l'arte de' saettieri, perchè combattevano da lungi, e disordinatamente.

[639.] Si confrontino i passi della Tattica, p. 669, e 721, e il duodecimo col diciottesimo capitolo.

[640.] Nella prefazione alla sua Tattica, Leone deplora apertamente la mancanza di disciplina e le disgrazie di quel tempo. Ripete senza scrupolo (Proem. p. 537) i rimproveri di αμελεια, αταξια, αγυμνασια, δειλια, negligenza, confusione, mancanza d'esercizio, poltroneria ec.; e pare che sotto la generazion seguente meritassero la stessa censura gli alunni di Costantino.

[641.] V. nel Cerimoniale (l. II, c. 19, p. 363) la consuetudine tenuta quando l'imperatore calpestava i Saracini prigionieri, mentre cantavasi: «tu hai fatto scabello de' tuoi nemici», e il popolo ripeteva il Kyrie eleison quaranta volte seguitamente.

[642.] Osserva Leone (Tactique p. 668), che una battaglia ordinata contro qualunque nazione è επισφαλες e επικινδυνον incerta e pericolosa. Le parole sono energiche, e l'osservazione è giusta; ma se i primi Romani fossero stati di questo avviso, noti avrebbe mai dato leggi Leone alle rive del Bosforo Tracio.

[643.] Zonara (t. II, l. XVI, p. 202, 203) e Cedreno (Compend., p. 698) che parlano di questa idea di Niceforo, applicano molto male l'epiteto di γενναιον generosa all'opposizion del Patriarca.