Il Vescovo edificò mura per la pubblica difesa, non già contra Dominos serenos (Antiq. Italic. med. aevi, t. I, Dissert. 1, p. 21, 22); e la canzone della guardia notturna non è priva di eleganza e di utilità (t. III, Dissert. 40, p. 709). Questo Autore degli Annali d'Italia ha accennata con molta esattezza la sequela delle correrie degli Ungaresi (Annali d'Italia, t. VII, p. 365-367-393-401-437-440; t. VIII, p. 19-41-52 ec.).
[105.] Gli annali dell'Ungheria e della Russia suppongono che gli Ungaresi assalissero, assediassero, o per lo meno insultassero Costantinopoli (Pray, Dissert. 10, pag. 239; Katona, Hist. ducum, p. 354-360). Gli Storici di Bisanzio (Leone Grammatico, p. 506; Cedreno t. II, p. 629) quasi concedono un tal fatto; ma il Katona, ed anche il notaio di Bela, lo impugnano, o certamente lo mettono in dubbio, benchè glorioso, alla loro nazione. Degno d'elogi è un tale scetticismo: certamente non poteano nè copiare, nè ammettere le rusticorum fabulae; ma il Katona avrebbe dovuto far caso della testimonianza di Luitprando: Bulgarorum gentem atque GRAECORUM tributariam fecerant (Hist., l. II, c. 4, p. 435).
─ λεονθ’ ως δηρινθητην
Οτ’ ουρεως κορυφεσι περι κταμενης ελαφιοιο
Αμφω πειναοντε μεγα φρονεοντε μαχεςθον
Contendeano come due leoni i quali nelle vette di un monte combattono affaticati e animosi per una cerva uccisa.
[107.] Il Katona (Hist. ducum, p. 360-368-427-470) discute a lungo tutto quanto a queste due battaglie si riferisce. Luitprando (l. II, c. 8, 9) offre sicurissime testimonianze intorno alla prima, e Witichin (Annal. Saxon. l. III) sulla seconda; ma uno Storico critico non potrà starsi dal far qualche osservazione sulla cornetta d'un guerriero conservata, ivi dicesi, a Jaz-Berin.
[108.] Hunc vero triumphum tam laude quam memoria dignum, ad Meresburgum rex in superiori caenaculo domus per ζωγραφιαν, idest, picturam notari, praecepit, adeo ut rem veram potius quam verisimilem videas (Luitprand. l. II, c. 9). Carlomagno avea fatti dipingere argomenti sacri in un altro palagio dell'Alemagna, e il Muratori giustamente osserva: nulla saecula fuere in quibus pictores desiderati fuerint(Antiqu. ital. med. aevi, t. II, Dissert. 24, p. 360, 361). Le pretensioni degli Inglesi all'antichità dell'ignoranza e dell'imperfezione originale, per valermi delle pungenti espressioni del Signor Walpole, hanno una data assai più recente (Anecdotes of Painting, vol. I, p. 2 ec.).
[109.] Non è superstizione l'invocare i Santi nelle disgrazie; il Cattolico che gli ammette e crede alla loro intercessione sente, chiamandoli, un conforto alla sua debolezza, e al tristo suo stato; perchè toglierglielo? (Nota di N. N.)