[501.] L'antica torre di Psefina, detta Neblosa nel Medio Evo, incominciò a chiamarsi Castellum Pisanum dopo che Damberto fu nominato patriarca. Essa è tuttavia residenza e rocca di un Agà turco. Da questa torre si scoprono il mar Morto, una parte della Giudea e dell'Arabia (d'Anville, p. 19-23). Venne chiamata parimente πυργος παμμεγεθεςατος, torre di David.
[502.] Hume, Storia dell'Inghilterra, vol. I, p. 311, 312, ediz. in 8.
[503.] Voltaire, Essai sur l'Histoire générale; t. II, c. 54, p. 345, 346.
[504.] Gl'Inglesi attribuiscono a Roberto di Normandia, i Provenzali a Raimondo di Tolosa, la gloria di avere ricusata la corona di Gerusalemme; ma la voce sincera della tradizione ha conservata la ricordanza dell'ambizione e della vendetta del Conte di San-Gille (Villehardouin, n. 136). Morì all'assedio di Tripoli, città posseduta dai successori di questo Conte.
[505.] V. l'elezione di Goffredo e la battaglia di Ascalon in Guglielmo di Tiro, l. IX, c. 1-12, e nella conclusione delle Storie Latine della prima Crociata.
[506.] Renaudot, Hist. patr. Alexand., p. 479.
[507.] V. le rimostranze del patriarca Damberto in Guglielmo di Tiro (l. IX, c. 15-18, l. X, c. 4, 7, 9), il quale scrittore con maravigliosa buona fede sostiene l'independenza dei conquistatori e de' re di Gerusalemme.
[508.] Guglielmo di Tiro (l. X, p. 19), la Historia Hierosolymitana di Giacomo di Vitry (l. I; c. 21, 50), e l'Opera Secreta fidelium Crucis, di Marino Sanuto (l. III, p. 1) offrono le opportune nozioni sullo Stato e sulle conquiste del regno latino di Gerusalemme.
[509.] Nell'instituire il censo de' sudditi, David si accorse di aver sotto i proprj ordini, non comprendendo le tribù di Levi e di Beniamino, un milione trecentomila di soli combattenti, o un milione cinquecento settantaquattromila; dal quale calcolo, aggiugnendo i vecchi, le donne, i fanciulli e gli schiavi, sarebbe risultato che un paese lungo sessanta leghe, largo trenta, contenesse una popolazione di circa tredici milioni. Il Le Clerc (Comment. XXIV, Chron., XXI), aestuat angusto in limite, e dà a divedere qualche sospetto di un error di copista; pericoloso sospetto!
[510.] Il racconto di tali assedj collocato ciascun d'essi al luogo che gli appartiene, trovasi nella grande storia di Guglielmo di Tiro, incominciando dal libro nono, e venendo fino al decimo ottavo. Leggonsi pure più in epilogo nell'opere di Bernardo il Tesoriere De acquisitione Terrae Sanctae (c. 89, 98, p. 732-740). Le Cronache di Pisa, Genova e Venezia, narrano alcuni fatti particolari che a queste repubbliche si riferiscono, ed altre particolarità pur si raccolgono dai tomi sesto, nono e duodecimo del Muratori.