[236.] Queste singolari istruzioni che il Wading e Leone Allazio hanno tolte, qual con maggiore, qual con minore esattezza, dagli archivj dei Vaticano, trovansi o compilate, o tradotte nel Fleury (t. XVIII, p. 252-258).

[237.] Questa confessione sincera ed autentica della estremità cui si vedea ridotto Michele, è stata scritta in un latino barbaro da Ogier, che s'intitola protonotario degl'interpreti; indi il Wading l'ha copiata dai manoscritti del Vaticano, A. D. 1278. n. 3. Dello stesso scrittore ho trovati a caso gli Annali dell'ordine Franciscano, Fratres Minores, in 17 volumi in folio, a Roma nell'anno 1741, in mezzo agli scartafacci d'un libraio.

[238.] V. il sesto libro di Pachimero, e soprattutto i capitoli 1, 11, 16, 18, 24, 27; tanto più meritevoli di fiducia, perchè, parlando di questa persecuzione, manifesta piuttosto il dolore che l'astio.

[239.] V. Pachimero (l. VII, c. 1-11-17). Il discorso tenuto da Andronico il Vecchio (l. XII, c. 2), è un monumento degno di curiosità, servendo a provare che se i Greci erano schiavi dell'Imperatore, questi non soggiacea meno alla superstizione e alla tirannide del Clero.

[240.] Le più esatte narrazioni della conquista di Napoli fatta da Carlo d'Angiò, le più contemporanee all'impresa, e ad un tempo compiute e dilettevoli, si trovano nelle Cronache fiorentine di Ricordano Malaspina (175-193), e di Giovanni Villani (l. VII, c. 1-10, 25, 30) pubblicate dal Muratori nell'ottavo e tredicesimo volume degli Storici dell'Italia; questo medesimo Scrittore ha compilati ne' suoi Annali (t. XI, p. 56-72) questi grandi avvenimenti raccontati ancora nella Istoria civile del Giannone (t. II, l. XIX, t. III, lib. XX).

[241.] V. Ducange, Hist. C. P., l. V, c. 49-56; l. VI, c. 1-13, Pachimero, l. IV, c. 29; l. V, c. 7-10-25; l. VI, c. 30-32-33, e Niceforo Gregoras, l. IV. 5, l. V, 1, 6.

[242.] I lettori di Erodoto si ricorderanno, in qual modo miracoloso l'esercito assiro, condotto da Sennacherib, fu disarmato e distrutto (l. II, c. 141).

[243.] Giusta il dire di un Guelfo zelante, Saba Malaspina (Storia di Sicilia, l. III, c. 16) Muratori (t. VIII, p. 832), i sudditi di Carlo che avevano perseguito Manfredi, siccome un lupo, lo sospiravano come un agnello; lo stesso Scrittore giustifica il pubblico scontento descrivendo la tirannide del governo francese (l. VI, c. 2-7). V. il manifesto Siciliano in Nicola Speciale (l. I, c. 11, Muratori, t. X, p. 930).

[244.] V. il carattere e i pensamenti di Pietro Re d'Aragona nel Mariana (Storia di Spagna, l. XIV, c. VI, t. II). Il lettore perdonerà i difetti del Gesuita in grazia dello stile, e spesse volte in grazia del discernimento dello Storico.

[245.] Nicola Speciale dopo avere enumerati gli aggravj che i suoi compatriotti patirono, aggiunge ritraendo la vera indole della gelosia italiana: Quae omnia et graviora quidem, ut arbitror, patienti animo Siculi tolerassent, nisi quod primum cunctis dominantibus cavendum est, alienas faeminas invasissent (l. 1, c. 2, p. 924).