[266.] Pachimero in sette libri di trecento settantasette pagine in folio, narra la Storia de' trentasei primi anni del regno di Andronico il Vecchio, e ne dà cognizione delle date col non omettere le novellette o le menzogne correnti alla giornata (A. D. 1308). La morte o le afflizioni gli impedirono di continuare.

[267.] Dopo un intervallo di due anni, contati dall'istante ove l'opera di Pachimero finisce, Cantacuzeno prende la penna, e il suo primo libro (c. 6-59, p. 9-150) contiene il racconto delle guerre civili, e degli otto ultimi anni del regno di Andronico il Vecchio. Il presidente Cousin, che ha tradotta questa Storia è pur l'autore della leggiadra comparazione tra Cantacuzeno, Mosè e Cesare.

[268.] Niceforo Gregoras racconta in compendio il regno e tutta la vita di Andronico il Vecchio (l. VI, cap. 1; l. X, c. 1, p. 96-291). Di tal parte di Storia si duol Cantacuzeno, il quale vi trova una falsa e maligna interpretazione della propria condotta.

[269.] Fu coronato nel giorno 21 maggio 1295; morì ai 12 ottobre 1320 (Ducange, Fam. byzant. p. 239). Il fratello di lui Teodoro, erede, per un secondo maritaggio, del marchesato di Monferrato, abbracciò la religione e i costumi de' Latini (ότι και γνωμη και πιστει και σχηματι, και γενειων κουρα και πασιν αθεσιν Λατινος ην ακραιφνης, era Latino puro, e nelle massime, e nella fede, e nell'abito, e nell'uso di sbarbarsi le guancie, Niceforo Gregoras, l. IX, c. 1), e fondò una dinastia di Principi italiani che si estinse nel 1353 (Ducange, Fam. byzant., p. 249-253).

[270.] Noi sappiamo da Niceforo Gregoras (lib. VIII, c. 1) questo tragico avvenimento. Cantacuzeno nasconde con molto riguardo i vizj del giovine Andronico, de' quali fu testimonio, e probabilmente anche complice (l. I, c. 1 ec.).

[271.] Andronico voleva eleggersi in successore Michele Cattaro, figlio non legittimo di Costantino suo secondogenito. Niceforo Gregoras (l. VIII, c. 3) e Cantacuzeno (l. I, c. 1 e 2) narrano entrambi il divisamento di escludere dal trono il giovane Andronico.

[272.] V. Niceforo Gregoras (l. VIII, cap. 6). Andronico il Giovane si lamentava perchè gli era dovuta, da quattro anni e quattro mesi, una somma di trecencinquantamila bisantini d'oro per le spese della sua casa (Cantacuzeno, l. I, c. 48). Nondimeno sarebbe stato pronto a rimettere questo debito, semprechè gli fosse stato permesso di mettere a contribuzione gli appaltatori delle pubbliche rendite.

[273.] Mi sono attenuto alla Cronologia di Niceforo perchè esattissima. È cosa provata che Cantacuzeno ha commessi sbagli nelle date, fin delle cose operate da lui, ovvero che il suo testo è stato alterato dall'ignoranza de' copisti.

[274.] Ho cercato di conciliare le ventiquattromila piastre di Cantacuzeno (l. II, c. 1) colle diecimila di Niceforo Gregoras (l. IX, c. 2). Il primo voleva nascondere, l'altro procurava di esagerare le calamità del vecchio Imperatore.

[275.] V. Niceforo Gregoras (lib. IX, 6, 7; 8-10-14; l. X, c. 1). Questo Storico partecipò alla prosperità del suo benefattore, lo seguì nel ritiro. «Un uomo che segue il suo padrone fino al talamo ferale, o nel monastero, non dovrebbe essere con leggerezza qualificato, siccome uom mercenario, e prostitutore d'elogi».