[276.] Cantacuzeno (l. II, c. 1-40, p. 191-339) e Niceforo Gregoras (l. IX, c. 7; l. XI, c. 11, pag. 262-371) hanno scritta la Storia del regno d'Andronico il Giovane incominciando dalla rinunzia dell'avo.

[277.] Agnese, o Irene era figlia del Duca Enrico il Maraviglioso, Capo della Casa di Brunswick, e quanto discendente del famoso Enrico il Lione, duca di Sassonia e di Baviera, e vincitore degli Slavi della costa del Baltico. Erale fratello quell'Enrico che due viaggi in Oriente fecero soprannomare il Greco; ma questi due viaggi essendo accaduti dopo il matrimonio della sorella, io non so, nè come Andronico pensasse a cercarsi una moglie in questo angolo dell'Alemagna, nè quai ragioni ei s'abbia avute per formare un tal parentado (Rimius, Mémoires de la maison de Brunswick, p. 126-137).

[278.] Enrico il Maraviglioso fu ceppo del ramo di Grubenhagen, estinto nell'anno 1596 (Rimius, p. 287). Egli abitava il castello di Wolfenbuttel, possessore solamente di un sesto degli allodj di Brunswick e di Luneburgo che la famiglia de' Guelfi avea salvati dalla confiscazione de' grandi feudi. Gli spessi parteggiamenti tra fratelli aveano pressochè annichilate le Case de' Principi di Alemagna, quando finalmente i diritti di primogenitura vennero a gradi a gradi a toglier di mezzo la legge delle divisioni, giusta, ma perniciosa. Il principato di Grubenhagen, uno degli ultimi avanzi della foresta Ercinia, è un paese sterile, pieno di boschi e di montagne (Geografia di Busching, vol. 6).

[279.] Il regale Autore delle Memorie di Brandeburgo ne fa conoscere, quanto il Nort dell'Alemagna, anche ne' tempi più moderni, meritasse l'epiteto di povero e di barbaro (Saggio sui costumi ec.). Nell'anno 1306 alcune bande di schiatta veneda che abitavano la foresta di Luneburgo avevano la costumanza di seppellir vivi i vecchi e gli infermi (Rimius, pag. 137).

[280.] Sol con qualche restrizione, anche riferendosi al suo secolo, può ammettersi l'asserzione di Tacito che vuole l'Alemagna affatto priva di preziosi metalli (Germania, c. 5; Annal. 11, 20). Seconda lo Spener (Hist. Germaniae pragmatica, t. I, p. 351), Argentifodinae in Hercyniis montibus imperante Othone magno (A. D. 968) primum apertae, largam etiam opes augendi dederunt copiam. Ma Rimio (p. 258, 259) porta solamente all'anno 1016 la scoperta delle mine d'argento di Grubenhagen o dello Hartz Superiore, che vennero scavate nel secolo XIV, e che rendono tuttavia considerabili somme alla Casa di Brunswick.

[281.] Cantacuzeno le rendè una onorevolissima testimonianza ην δ’εκ Τερμανων αυτη θυγατηρ δουκος ντι μπρουζουικ, era di Germania questa moglie del Duca di Brunzuic. (I Greci moderni si valgono del ντ invece del δ e del μπ invece del β, e il tutto farà in italiano di Brunzuic), του παρ’ αντοις επιφανεστατου, και λαμπροτητι παντας τους όμοφυλους ύπερβαλλοντος του γενους, gloriosissimo fra loro, e che per merito superava tutti i suoi nazionali. Encomio giusto e lusinghiero per un Inglese.

[282.] Anna o Giovanna, era una delle quattro figlie del grande Amedeo, venutagli da un secondo maritaggio, e zia paterna del principe che gli succedè, Odoardo Conte di Savoja (Tavole di Anderson, p. 650. V. Cantacuzeno, l. 1, c. 40-42).

[283.] Questo Re, sempre che il fatto sia vero, debbe essere stato Carlo il Bello, che nello spazio di cinque anni prese tre mogli (1321-1326; Anderson pag. 628). Anna di Savoia fu ricevuta in Costantinopoli nel mese di febbraio dell'anno 1326.

[284.] La nobile stirpe dei Cantacuzeni, illustre fin dopo l'undecimo secolo negli annali di Bisanzo, traeva origine dai Paladini di Francia, gli eroi di que' romanzi che vennero tradotti e letti dai Greci nel secolo decimoterzo (Ducange, Fam. byzant. p. 258).

[285.] V. Cantacuzeno, l. III, c. 24-30-36.