[286.] Saserno nelle Gallie, e Columella nell'Italia, o nella Spagna calcolano due paia di buoi, due conduttori, e sei giornalieri per ogni dugento iugeri (125 acri inglesi) di terra da lavoro, e aggiungono tre uomini di più, se il terreno è coperto di macchie (Columella, De re rustica, l. II, cap. 13, p. 441, ediz. di Gessner).
[287.] Nel tradurre questa specifica, il presidente Cousin ha commessi tre errori palpabili ed essenziali. 1. Omesso mille paia di buoi da lavoro, 2. traduce πεντακοσι αι προς δισχιλιαις, cinquantaduemila, mille e cinquecento. 3. Confonde miriadi con chiliadi, in guisa che i porci di Cantacuzeno non sarebbero stati più di cinquemila. Fidatevi alle traduzioni!
[288.] V. la Reggenza e il regno di Giovanni Cantacuzeno, e la guerra civile cui diede origine, nella Storia scritta da lui medesimo (l. III, c. 1-100, p. 348-700), e parimente nella Storia di Niceforo Gregoras (lib. XII, c. 1, l. XV, c. 9, p. 353-482).
[289.] Calzò scarpe, ossia coturni rossi, coprì il capo di una mitra d'oro e di seta, sottoscrisse le sue lettere con inchiostro verde, chiese per la nuova Roma tutti i privilegi che Costantino avea conceduti all'antica (Cantacuzeno, lib. III, c. 36, Nicef. Greg. l. XIV, c. 3).
[290.] Niceforo Gregoras (l. XII, c. 5) attesta l'innocenza e le virtù di Cantacuzeno, gli obbrobriosi vizj e il delitto di Apocauco; nè dissimula i motivi d'inimicizia personale e religiosa verso del primo: νον δε δια κακιαν αλλων, αιτιος ό πραοτατος της των αλων οδοξον ειναι ωθορας, ora per la malvagità degli altri quest'uomo mansuetissimo parve colpevole della strage di tutti.
[291.] I principi della Servia, Ducange, Fam. Dalmat. etc., c. 2, 3, 4-9, venivano nomati despoti in lingua greca, Cral nell'idioma serviano nativo (Ducange gloss. graec., p. 751). Questo titolo, equivalente a quello di Re, trae a quanto sembra l'origine dalla Schiavonia; d'onde passò fra gli Ungaresi, fra i Greci, ed anche fra i Turchi, che serbano il nome di Padisà all'Imperatore (Leunclavius, Pandect. turc. p. 422). Ottenere il titolo di Cral invece di quello di Padisà, è l'ambizione de' Francesi a Costantinopoli (Avvertimento intorno alla Storia di Timur-Bec, p. 39).
[292.] Niceforo Gregoras, l. XII, c. 14. È cosa sorprendente che Cantacuzeno non abbia inserito ne' suoi scritti questa giusta ed ingegnosa comparazione.
[293.] Intorno alla morte di Apocauco, V. Cantacuzeno (l. III, c. 86) e Niceforo Gregoras (l. XIV, c. 10).
[294.] Cantacuzeno dà tutte le colpe al Patriarca, risparmiando l'Imperatrice madre del suo Sovrano (l. III, 33, 34), contro della quale Niceforo mostra una singolare avversione (l. XIV; 10, 11; XV, 5); però questi due autori alludono a tempi diversi.
[295.] Niceforo Gregoras svela il tradimento e il nome del traditore (l. XV, c. 8); ma Cantacuzeno (l. III, c. 99) ha la circospezione di tacere il nome di un uomo che egli aveva onorato dell'incarico di suo complice.