[376.] V. la vita e la morte di Morad o Amurat I in Cantemiro (pag. 33-45), nel primo libro di Calcocondila e negli Annali turchi di Leunclavio. Un'altra Storia racconta che il Sultano fu trafitto nella sua tenda da un Croatto; il quale avvenimento venne citato all'ambasciatore Busbek (ep. 1, p. 98) come una scusa della cautela insultante che usavasi verso gli ambasciatori delle Corti straniere, non ammessi alla presenza del Sovrano, se non se in mezzo a due guardie turche che gli tenevano le braccia.

[377.] La Storia del regno di Baiazetto I, o Ilderim Bayazid trovasi in Cantemiro (p. 46), nel secondo libro di Calcocondila e negli Annali turchi. Il soprannome di Ilderim, o lampo, sembra una prova che i conquistatori e i poeti hanno mai sempre sentita la verità di questa massima, starsi nel terrore il principio del sublime.

[378.] Cantemiro che esalta le vittorie riportate sopra i Turchi da Stefano il Grande (pag. 47) ha composta una descrizione del Principato antico e moderno della Moldavia, opera la cui pubblicazione è stata promessa da lungo tempo e ancor non si vede.

[379.] Leunclavio, Annal. Turcici, p. 318, 319. La venalità dei Cadì è da lungo tempo un argomento di querele e di scandali. E se non vogliamo prestar fede ai nostri viaggiatori, possiamo crederlo ai medesimi Turchi (d'Herbelot, Bibliot. orient., p. 216, 217-229-230).

[380.] Un tal fatto attestato nella Storia araba di Ben-Sciunà, nativo di Sorìa, e contemporaneo di Baiazetto (de Guignes, Hist. des Huns, t. IV, pag. 336), annulla la testimonianza di Saad Effendi, e di Cantemiro (pag. 14, 15), i quali pretendono che Otmano fosse stato innalzato alla dignità di Sultano.

[381.] V. le Decades rerum hungaricarum (Dec. III, l. II, p. 379) del Bonfini, Italiano, che nel secolo XV fu chiamato in Ungheria per comporre ivi la sua eloquente Storia di quel reame. Le preferirei per altro una rozza cronica del paese scritta in que' tempi, se sapessi che vi fosse, e come procacciarmela.

[382.] Non dovrei molto dolermi delle molestie e delle cure che mi costa quest'opera, se potessi trarre tutti i miei materiali da libri simili alla Cronaca del dabbenuomo Froissard (vol, IV, c. 67-69-72-74-79-83-85-87-89), che leggea poco, facea molte interrogazioni, e tutto credeva. Le memorie del maresciallo di Boucicault (parte 1, c. 22-28) aggiungono alcuni fatti, ma sembrano aridi e non compiuti a petto della ingenua loquacità del Froissard.

[383.] Il Barone di Zurlauben (Hist. de l'Acad. des inscript., t. XXV) ne ha offerte le Memorie compiute della vita di Engherando VII, Sere di Couci, chiaro per distinto grado e per ragguardevoli possedimenti che ebbe così in Francia come in Inghilterra. Nel 1375, egli condusse nella Svizzera un corpo di venturieri per ricuperare un vasto patrimonio che ei pretendeva appartenergli, come erede della sua bisavola, figlia dell'Imperatore Alberto I di Austria (Sinner, Viaggio nella Svizzera occidentale, t. I, p. 118-124).

[384.] La carica militare di Maresciallo, tanto rispettabile anche ai dì nostri, lo era maggiormente quando due soli personaggi la sosteneano (Daniel, Histoire de la Milice française, t. II, pag. 5). Uno di questi due, il famoso Boucicault, era Maresciallo della Crociata. Difese indi Costantinopoli, governò la repubblica di Genova, s'impadronì di tutta la costa dell'Asia, fu ucciso alla battaglia di Azincourt.

[385.] Al proposito di questo odioso racconto, l'abate di Vertot cita la Storia anonima di S. Dionigi, l. XVI, c. 10-11; Ordre de Malte, t. II, p. 310.