[576.] Sul finire del secolo XV, trovavansi in Europa circa cinquanta Università, molte delle quali fondate prima dell'anno 1300. Bologna noverava diecimila studenti, una gran parte di giurisprudenza; le ridette Università vedeansi tanto più popolate di scolari quanto era minore il numero delle medesime. Nell'anno 1357 gli studenti d'Oxford da trentamila divennero seimila (Hist. de la Grande-Bretagne, par Henri, vol. IV, p. 478). Nondimeno questo numero ridotto superava ancora il numero degli studenti da cui questa Università oggi giorno è composta.
[577.] Gli Scrittori che hanno trattato più fondatamente il soggetto della restaurazione della lingua greca in Italia, sono il dottore Humph. Hody (De Graecis illustribus, linguae graecae litterarumque humaniorum instauratoribus, Londra, 1742, in 8. grande) e il Tiraboschi (Istoria della Letteratura italiana, t. V, p. 364, 377; t. VII, p. 112-143). Il Professore di Oxford è un dotto laborioso; ma il Bibliotecario di Modena ha il vantaggio di essere storico nazionale e moderno.
[578.] In Calabria quae olim magna Graecia dicebatur, coloniis graeci repleta, remansit quaedam linguae veteris cognitio (Dottore Hody, p. 2). Se i Romani la fecero sparire, fu restaurata dai Monaci di S. Basilio, che nella sola città di Rossano possedeano sette conventi (Giannone, Istoria di Napoli, t. I, p. 520).
[579.] Li barbari, dice il Petrarca parlando degli Alemanni e dei Francesi, vix, non dicam libros sed nomen Homeri audierunt. Forse in ordine a ciò il secolo XIII era men felice di quello di Carlomagno.
[580.] V. il carattere di Barlamo nel Boccaccio (De geneal. Deorum, l. XV, c. VI).
[581.] Cantacuzeno, l. II, c. 36.
[582.] Intorno l'amicizia del Petrarca con Barlamo, e i due abboccamenti che ebbero nel 1339 ad Avignone, e nel 1342 a Napoli, V. le eccellenti Mémoires sur la vie de Petrarque (t. I, p. 406-410; t. II, p. 75-77).
[583.] Il Vescovado ove si ritirò Barlamo era la Locride degli Antichi, Seta Cyriaca nel Medio Evo, e corrottamente Hieracium, Geracia (Dissert. chorograph. Italiae medii aevi, p. 312). La dives opum del tempo de' Normanni fu ben tosto ridotta all'indigenza, poichè la stessa sua Chiesa era povera; nondimeno la città contiene ancora tremila abitanti (Swinburne, p. 340).
[584.] Trascriverò un passo di questa lettera del Petrarca (Famil. X, 2): Donasti Homerum non in alienum sermonem violento alveo derivatum, sed ex ipsis Graeci eloquii scatebris, et qualis divino illi profluxit ingenio.... Sine tua voce Homerus tuus apud me mutus, immo vero ego apud illum surdus sum. Gaudeo tamen vel adspectu solo, ac saepe illum amplexus atque suspirans dico: O magne vir, etc.
[585.] Intorno alla vita e agli scritti del Boccaccio, nato nel 1313 e morto nel 1375, il lettore può consultare Fabrizio (Bibl. lat. medii aevi, t. I, p. 248, ec.) e Tiraboschi (t. V, p. 83-439-451). Le edizioni, le traduzioni e le imitazioni delle sue Novelle, o Favole sono innumerevoli. Egli avea nondimeno rossore di comunicare quest'opera frivola e forse scandalosa al suo rispettabile amico Petrarca, nelle Lettere e Memorie del quale comparisce in modo onorevole.