[215.] Così Mattia Paris conchiude il tratto che si riferisce a Brancaleone: Caput vero ipsius Brancaleonis in vase pretioso super marmoream columnam collocatum, in signum sui valoris et probitatis, quasi reliquias, superstitiose nimis et pompose sustulerunt. Fuerat enim superborum potentum et malefactorum urbis malleus et exstirpator, et populi protector et defensor, veritatis et justitiae imitator et amator (p. 840). Un biografo d'Innocenzo IV (il Muratori, Script., t. III, parte I, p. 591, 592) fa un ritratto men favorevole di questo Senator ghibellino.
[216.] Quegli Storici, le cui Opere trovansi inserite nell'ottavo volume della Raccolta del Muratori, Nicolò di Iamsilla (p. 592), il monaco di Padova (pag. 724), Sabba Malespini (lib. II, cap. 9, p. 808), e Ricordano Malespini (c. 177, p. 999), parlano della nomina di Carlo d'Angiò all'uffizio di Senatore perpetuo di Roma.
[217.] L'arrogante Bolla di Nicolò III, che fonda la sua temporale sovranità sulla donazione di Costantino, ne rimane tuttavia, e Bonifazio VIII avendola inserita nella sesta delle Decretali, i Cattolici, o almeno i Papisti, debbono riverirla siccome legge sacra e perpetua.
[218.] Devo al Fleury (Hist. eccles., t. XVIII, p. 306) una compilazione di quest'atto dell'autorità del popolo, ch'egli ha tolto dagli Annali ecclesiastici di Odorico Rainaldo, A. D. 1281, n. 14, 15.
[219.] Ottone, Vescovo di Freysingen, ha conservato tali lettere e discorsi (Fabricius, Bibliot. latin. medii et infim. t. V, pag. 186, 187). Ottone era forse lo Storico che potea fra tutti i suoi colleghi vantare più eccelsi natali. Figlio di Leopoldo, marchese d'Austria, e di Agnese figlia dell'Imperatore Enrico IV, era divenuto fratello di Corrado III, zio di Federico I. Ha lasciata una Cronaca de' suoi tempi in sette libri, e una Storia De Gestis Frederici I, in due libri; questa ultima Opera si trova nel sesto volume degli Storici del Muratori.
[220.] Noi desideriamo, diceano que' Romani ignoranti, di restituire l'Impero in cum statum, quo fuit tempore Constantini et Justiniani, qui totum orbem vigore senatus et populi romani suis tenuere manibus.
[221.] V. Ottone di Freysing., De gestis Freder. I, l. I, c. 28, p. 662-664.
[222.] Hospes eras, civem feci. Advena fuisti ex transalpinis partibus, principem constitui.
[223.] Non cessit nobis nudum imperium, virtute sua amictam venit, ornamenta sua secum traxit. Penes nos sunt consules tui, etc. Cicerone, o Tito Livio non avrebbero disdegnate queste immagini che adoperava un Barbaro nato ed allevato nell'ercinia Foresta.
[224.] Ottone di Freysingen, che conoscea certamente il linguaggio della Corte e della Dieta alemanna, parla de' Franchi del dodicesimo secolo come della nazione regnante (proceres Franchi, equites Franchi, manus Francorum): aggiunge nondimeno l'epiteto Teutonici.