Fu Ezio il primo a uscir da questa noiosa reticenza:—Forse ti hanno male informato, il mio caro zio: o forse hai di me una idea sbagliata. So da chi hai ricevuta l'imbeccata. Donna Vincenzina tutte le volte che vede naufragare un suo vecchio ideale si prende dei grandi pensieri per la salute dell'anima mia.

—Tu intendi parlare della tua seconda madre, quando dici donna Vincenzina?—sorse a dire il severo inquisitore, che alla freddezza caustica del giovine sentiva di dover opporre un risentimento quasi personale:—Io non so di quale ideale tu intenda parlare: ma son certo che quella donna che tu nomini in un modo così poco decoroso non può che desiderare il tuo bene: e noi in questo suo desiderio siamo tutti solidali con lei. Cresti mi ha sempre scritto che essa ti ama come un suo vero figliuolo e fino a cinque minuti fa non c'era nulla che ti autorizzasse a credere il contrario. Essa non desidera che una cosa sola…. che tu faccia onore al nome di suo marito.

—Ora la pigli troppo alta—balbettò Ezio che si sentiva dominato da quel modo lento e preciso di argomentazione.—Quando avrò bisogno d'un buon avvocato non avrò molta strada da fare.

—Non la piglio troppo alta, ragazzo mio—ribattè Massimo con uno tono alquanto arruffato, che tradiva il turbamento di un spirito che non sapeva dominare se stesso. Non c'è nessun motivo che tu attribuisca alla tua matrigna delle basse intenzioni per giustificare i torti che tu hai verso di lei e verso te stesso.

—Essa non potrebbe trovare un più zelante difensore—uscì a dire il giovinotto con un fare di monelleria con cui cercò di coprire la sua disfatta—Ed è naturale.

—Che cosa è naturale?—interrogò l'uomo offeso nel suo più intimo affetto.

—Nulla—troncò secco il giovine.—Ti pare che questi discorsi possano far digerire una cattiva colazione? non sarebbe meglio che noi ordinassimo due caffè con due bicchierini di cognac? ho promesso ad alcuni amici d'essere a San Giovanni e possiamo dire come alla Camera che l'incidente è esaurito.

—Si, è meglio. Mi avvilirei a chiedere spiegazioni a un ragazzo che non sa quel che si dice.

Ezio capì che dallo zio commendatore e ambasciatore della Bolivia stava per uscire il capitano d'artiglieria d'altri tempi: e non volendo ritirarsi colla peggio, si alzò, distaccò il suo bel cappellino di paglia dal pergolato ed accostandosi al signor zio con un portamento più spavaldo che contegnoso, credette secondo l'indole sua presuntuosa di farla finita del tutto con quattro di quelle parole enigmatiche che possono far intendere tutto quel che si vuole.

—Caro zio—gli disse—quando tu mi hai fatto l'onore di chiedere la mia ospitalità, dopo non so quanti anni di assenza, io non ti ho chiesto se ti riconduceva un sentimento di rispetto alla memoria d'un defunto, o un pentimento o una curiosità o quale altra memoria de' tuoi ventiquattro anni. So di averti ricevuto bene, con discrezione, con rispetto. Non invoco per me che un egual trattamento di tolleranza e di libertà…. E con ciò grazie della colazione….—E gravemente stese la mano per congedarsi.