Ma se il sistema aveva dei vantaggi per le due parti contraenti, riusciva qualche volta pericoloso agli ingenui, che, poco esperti di economia domestica e di bilanci compensatori, si fidavano alle apparenze e cedevano all'esca d'una passione. Per un pelo il Bersi fu per abbruciarsi le ali alla fiamma di questa candela più luminosa che ardente; e ora si sentiva in obbligo di avvertirne Ezio Bagliani dalle ali più leggiere. Ma pare che questa volta il giuoco di far saltare il fuoco nelle mani finisse col danno dei giocatori.
Da parte di Ezio c'era già stato un precedente pericoloso a Nizza. L'incauto intervento della gelosa Liana, la scenata ai giardini pubblici, l'animo presuntuoso, caldo, prepotente del giovine, fecero sì ch'egli, entrato nella partita quasi per passatempo, si sentisse impegnato seriamente nel cuore e nell'onore. In lei il puntiglio di vincerla sopra una rivale, la giovinezza dell'amante, un senso di amor proprio e di curiosità insoddisfatta la condussero questa volta più in là di quel che era utile e nello stesso tempo onesto.
Al punto in cui erano arrivate le cose nè egli, come s'è visto, sapeva arrendersi ai buoni consigli della prudenza, nè essa sapeva resistere alla forza della passione. Acqua lenta, placida, trasparente, contenta di riflettere in pace le cose, una volta che s'era avviata per la china sentiva con terrore la forza del gorgo che l'attirava; ma non vi poteva più contrastare. A molte donne fantastiche questo finire in spume nelle vertigini di un abisso piace più che lo stagnare inerti nella placida palude della virtù casalinga. Essa avrebbe voluto andar fino all'orlo della cascata e poi tornare indietro; ma non si urta colle leggi della gravità.
Ecco perchè il mondo, ossia la poca gente che stava a pigliare il fresco nelle poltrone, cominciò a ridere, a pigliare scandalo e gusto tutte le volte che la strana baronessa andava a comperare marrons glacés alla pasticceria Omoboni e a scegliere saponi e cosmetici dal vicino Coiffeur.
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Il barone avrebbe finito col gettare nel cestino il roseo biglietto, se il bisogno di riflettere non l'avesse trattenuto a sofisticare sul caso. Gli capitava spesso d'essere infelice per troppa riflessione, che è il castigo di chi pensa bene.
Sonò il campanello e alla cameriera che accorse domandò se la signora era in camera.
—Nossignore, è uscita mezz'ora fa—rispose la ragazza.
Eran le dieci e mezzo all'orologio del caminetto. Che una signora esca al mattino, sola, senza una necessità, da un albergo, senza avvertire, poteva essere una cosa poco naturale. Ma la giornata era così bella….
—Ha detto quando ritorna?