La figlia del sor Paoleto, che egli aveva sposato per assicurarsi un sano godimento, non meritava il sacrificio di tutta la sua vita e di quei grandi interessi ch'egli andava fabbricando nel mondo; forse conveniva sfruttar anche quest'accidente e liquidare in una composizione amichevole i danni emergenti e i lucri cessanti….

Stava seguendo il filo d'una logica di cui era tessuta per nove decimi la stoffa del suo sentimento, quando, a scompaginare le somme, vide comparire non dalla bottega del Coiffeur, ma da una porticina contigua, Ezio Bagliani, che, attraversata la strada, venne a cercar l'ombra delle acacie, e due minuti dopo sua moglie usciva dalla bottega, senza ch'egli l'avesse vista entrare in tutto il tempo ch'era rimasto sulla soglia della pasticceria. Attraversò anch'essa la strada dove, fingendo d'incontrarsi per caso, si salutarono……

Il barone, prima ancora che il ragioniere di casa consultasse i registri della convenienza, si mosse. Un gran buio sì fece a un tratto nel suo cervello e i numeri scritti col gesso scomparvero sul fondo della tavola nera. I sottilissimi fili logici, che legavano l'uomo ai pioli del suo egoismo, non valsero a trattenere il gigante che si risvegliò in lui in quel momento e che gli diede il senso d'una forza terribile. Mai s'era sentito così violento in vita sua, tranne una volta a Nizza, quando si accorse che un conte ungherese gli rubava sul giuoco con carte false. Gli parve di vacillare su un terreno insidioso e malfermo: anzi tale fu la confusione de' suoi sensi, che non si accorse che la bella coppia s'era incontrata in quella de' suoi amici Bühler e Zuccani, che scendevano anch'essi lungo il viale. Egli sopraggiunse quinto non previsto. La baronessa, arrossendo, cercò di coprire un improvviso turbamento coll'esclamare:

—Oh ecco il mio gran malato… Hai fatto bene a uscir con questo bel tempo…

—Permetti una parola, Bagliani?—disse con voce gelida senza turbarsi il barone, invitando il giovine a seguirlo in disparte, mentre Ersilia si attaccava, come se cercasse una protezione, al braccio robusto di Bühler.

Per quanto Samuele Hospenthal mantenesse al di fuori una meravigliosa imperturbabilità e parlasse umile e discreto, come se proponesse un affare, con tutto ciò gli amici, ai quali non era ignoto quel che sì poteva dire il segreto di pulcinella, videro o intuirono che il marito chiedeva una di quelle spiegazioni che gli amanti non sono in grado di dare.

Unico segno di risentimento di quell'uomo corretto come una somma giusta era un picchiare nervoso della bacchettina sul tronco della vicina pianta.

Il giovane sosteneva il noioso interrogatorio con un viso duro, provocante, in cui passavano dei guizzi ironici.

Fu un colloquio breve, di due minuti che parvero una eternità a Ersilia, la quale andava stringendo e quasi graffiando il braccio del buon banchiere di Zurigo. Questi interrogò cogli occhi il commendator Zuccani, che, non sapendo che pesci pigliare e non volendo impacciarsi di cose che uscivano dal suo dicastero, prese a pulire le lenti degli occhiali.

—Non toccarmi—disse repentinamente con voce quasi sguaiata il giovine Bagliani, alzando una mano contro la bacchettina che il barone gli faceva vibrare sopra la testa.—Guai se mi tocchi!—e prima ancora che il barone avesse idea di nuocere, il temperamento del giovane la vinse sulle ragioni della prudenza, perchè a un tratto fu visto strappar di mano all'avversario, romper la bacchettina e buttargliene in viso i mozziconi.