—La palla entrò di qui e s'infossò qui—il Bersi, che la scossa morale faceva parer più vecchio di dieci anni, segnò coll'indice l'osso frontale sopra l'occhio sinistro e col pollice il lobo posteriore.

—Madonna, Madonna!—pianse donna Vincenzina, premendo le dita delle mani sugli occhi.

—Ringraziamo Dio che non sia stato peggio—mormorò Massimo, posando e dimenticando la sua mano pesante sul ginocchio di lei.

—E il barone?—chiese il Cresti.

—Si comportò con perfetta cortesia, nè volle partire, se non quando seppe che l'operazione era riuscita bene.

—E com'è lo spirito del povero ragazzo?

—Buono. Ride, scherza, fuma. Ha sopportato l'operazione con mirabile fortezza.

—Senza cloroformio?

—Il dottore non trovò prudente di servirsene in vista della gran perdita di sangue che aveva già indebolito il soggetto. Ora ha raccomandato un assoluto riposo, un'oscurità perfetta per tutto il tempo che sarà necessario, sian quindici, sian venti giorni: ma grazie al cielo non è più questione che di pazienza. Ezio dovrà forse cangiare un poco di pettinatura.

—Mi persuado sempre più che l'uomo è il meno furbo degli animali—commentò sogghignando il filosofo del Pioppino, mentre la carrozza attaccava al passo la strada dei colli, che si arrampica tra ville e giardini.