Qualche giorno dopo corse la voce che la signorina del Castelletto avrebbe sposato il cavallier Cresti del Pioppino. Le nozze si sarebbero fatte, nulla intervenendo in contrario, ai primi di ottobre, e la luna di miele gli sposi l'avrebbero passata al Ravellino, trasformato in villa Flora.
Per quanto prevista, la notizia piacque a tutti e diede motivo a
Bortolo di dire:—Oh, oh! l'anguilla trovò il pescatore.—
FINE DELLA PARTE PRIMA.
PARTE SECONDA.
I.
I coniugi Hospenthal.
Dopo la brutta scena sulla strada di Cadenabbia, Ersilia aveva dovuto fare di necessita virtù, raccogliere in fretta le sue robe più necessario e farsi portare in una barchetta di nascosto al vicino Tremezzo per prendere il battello di mezzodì senza dar conti a nessuno. Suo padre che l'accompagnava non cessava di ripetere:—Te l'avea dito, benedeta!—
Gli ordini del barone erano stati precisi, perentori. Non cercassero di commoverlo, badassero a non comparigli davanti, perchè sentiva una gran voglia di schiaffeggiarli tutti e due: andassero a Milano in attesa di ordini ulteriori. Egli avrebbe fatto in modo che non avessero a morir di fame, ma non calcolassero più oltre sulla sua dabbenaggine e sulla sua misericordia. Ogni pazienza ha un fine.
Convenne obbedire nella speranza che la tempesta passasse a poco a poco anche questa volta, come erano passata molte altre.
Il barone non era stoffa da tiranno, ma vedendosi così oltraggiosamente tradito, il suo primo movimento fu quello d'un uomo semplice e primitivo, quasi direi d'un animale offeso che risponde coll'impeto naturale dell'istinto e della gelosia. Sotto la prima eccitazione egli s'era lasciato trascinare a una provocazione, a un gesto, che forse oltrepassarono le sue intenzioni; e ciò rese più gravi le circostanze e portò alle armi. Ma ultimo e languido discendente d'una antica stirpe di banchieri e di uomini d'affari, che avevano sempre coltivate le sedentarie arti della speculazione pratica e positiva, Samuele Hospenthal non era uomo nato per far l'Orlando furioso. Troppo forte parlava in lui il senso logico delle cose, che tra mille ragioni sa sciegliere la più solida, cioè quella che contiene tutte le altre: e troppo bene vedeva quel che sia la commedia umana per desiderare l'onore di ammazzare e molto meno quello più discutibile di farsi ammazzare in un mondo in cui la vita è tutto e la morte un cattivo affare. Ma una volta in ballo, ben doveva ballare; un duello non rimedia, ma placa; non giustifica, ma soddisfa: non restituisce l'onore, ma rinforza l'orgoglio: non fa un eroe, ma impedisce che un uomo si avvilisca del tutto.