Anche Ersilia sulle prime non aveva creduto che le cose dovessero andare fino alle estreme conseguenze: e se alle prime ingiunzioni obbedì prontamente e si ritirò sottomessa, non era tanto una paura che avesse di lui e de' suoi furori, quanto un'astuzia per disarmarlo più presto, facendogli sentire l'incomodo della sua solitudine.

Venne a Milano, dove non rimase che il tempo di riempire il baule e dopo aver scritto quattro righe supplichevoli, andò a nascondere la sua umiliazione in una casa di campagna presso Vigevano, dove il barone aveva dei fondi umidi. Il vecchio Baracchi, che in queste circostanze era il Talleyrand della situazione diplomatica, rimase a Milano più stordito che impaurito di questo brusco avvenimento, che sperava potesse finire in un lieto embrassons nous… Ma quando arrivò la notizia che il barone si doveva battere e battersi alla pistola, il sor Paoleto cominciò a capire che questa volta il caso era più serio.

«Battersi?—pensava—un uomo come Sam battersi, e alla pistola? a che scopo? valeva la pena di far colpi in aria per una quistione ch'era meglio mettere a dormire? e non avrebbe potuto l'adirato genero provvedere al suo onore, se proprio ci teneva tanto, con qualche altro ripiego meno drammatico e alla sua età, via, anche meno ridicolo? Un uomo di quarantacinque anni, mezzo invalido, che scende in campo contro un giovinotto di ventiquattro per una quistione di donna, aveva tutta l'aria allampanata di un barone di Monchausen in pantofole, a cui tutti dovessero augurare la mala fortuna, mentre si sarebbe provveduto così bene, se si fosse partiti tutti insieme per un bel viaggetto, per luoghi ignoti, dove non potessero arrivare le ciarle dei quattro gatti, a cui si attribuisce l'onore di rappresentare il mondo. Si era tanto parlato di un viaggio in Svezia, Norvegia e capo Nord che al sor Paoleto pareva un errore imperdonabile, da parte del barone suo genero, di non aver saputo cogliere il momento per sottrarre la povera Ersilia alle tentazioni. Un duello invece, se nove volte su dieci riesce bene, capita la volta che le paga tutte: e se il povero Sam, miope come una formica, si pigliava una palla nello stomaco chi ci guadagnava Dio benedeto? Lui no, perchè non c'è nulla di più stupido come barattare una rendita di cento mila lire con un funerale di prima classe. Non ci guadagnava la povera Ersilia, che restava compromessa per tutta la vita: e molto meno ci guadagnava l'altro bel giovinetto, che probabilmente aveva creduto di scherzare. E poi prima di morire bisognerebbe almeno fare un piccolo testamento: e c'era a temere che il barone in un momento di esaltazione mentale avesse piuttosto distrutte le buone intenzioni del suo cuore per lasciar parlare unicamente i risentimenti dell'uomo oltraggiato».

Queste apprensioni, questi sospetti non potevano lasciar quieto un uomo così tenero della sua prole come il sor Paoleto. Violando la consegna, fece una corsa sul lago per vedere d'impedire una catastrofe: ma il barone era già partito e non si sapeva per dove. Il pensiero della figliuola rimasta a Vigevano, in aria cattiva con tutto il caldo d'agosto, lo richiamò indietro e s'incontrò con lei alla stazione di Milano. Ersilia, coll'aiuto segreto del Bersi, era stata avvertita da un telegramma che si dovevano battere: sperava che suo padre avesse a portare qualche migliore notizia.

—Si devono battere, lo so, ma non so dove… Forse si son già battuti…

—Si ammazzeranno?

Perchè si devono ammazzare, benedeta? i duelli non si fanno mica per ammazzarsi, cara mia. Non è mai morto nessuno di questa malattia. Pim, pum, un po' di polvere negli occhi della gente, l'onore è salvo, e embrasson nous…—

Belle parole, degne di quell'amoroso padre, ma Ersilia ne fu atterrita.

—Si batteranno alla pistola?—L'idea che questi due uomini fossero per uccidersi per colpa sua, la sgomentò siffattamente, che per poco non cadeva in deliquio sui gradini della stazione. Il Bersi nel telegramma aveva taciuto la gravità e le condizioni dello scontro, che suo padre aveva creduto di attenuare con quel suo pim pum…

—O Dio, o Madonna, io muoio…—