Mezz'ora dopo il sor Paoleto riceveva nelle sue braccia l'amato genero, che arrivava da Como, fresco e quasi ringiovanito, come se uscisse allora da una cura ricostituente. Parlava ne' suoi occhi un nuovo piacere, quasi un nuovo coraggio, che se non si sentiva padron di casa, aveva la soddisfazione di chi gode un bell'appartamento, di cui ha pagata regolarmente la pigione. Per la prima volta da che era andato vicino a un pericolo mortale sentiva il piacere della vita, come se avesse ereditato inaspettatamente il diritto e il piacere di vivere. Gli spasimi di tre giorni d'agonia, le scosse date al freddo tronco della sua vita intirizzita, avevano mosso in lui una nuova linfa, che prometteva una fioritura di affetti più naturali e più disinteressati.
Si lasciò abbracciare dal vecchio suocero, si lasciò condurre da lui fino alla vettura, lasciò ch'egli parlasse e si congratulasse: non ritirò la mano ch'egli volle baciare e quando gli parve di aver vinta la grande emozione del primo incontro, domandò con voce, in cui tremava una timida emozione:—Dov'è lei?
—Lei… lei, è a Vigevano. Piange, si dispera e fu lì per morire. Avete esagerato, ecco: ma tutto è bene quel che finisce bene. Hai pranzato, Sam?—
Il barone si accorse di aver fame. Dal momento che i padrini l'avevano condotto via dal campo di battaglia con tutta la sua pelle intatta, sentiva con piacere un'esigenza di nutrizione che da molti anni non parlava più nel flaccido sacco del suo stomaco ipercloridato. L'offerta del suocero lo toccò come un piccante aperitivo.
—Dove mi meni?
—Dobbiamo fermarci al Rebecchino? c'è una cucina sana.
—Mi metto nelle tue mani. Mentre dò una capatina in Borsa, puoi scendere e ordinare una costoletta.
—Con un risottino bianco…—
Quando la carrozza ebbe passata la barriera daziaria, il padre che non si era mai sentito tanto padre come in quel momento, cercò la mano delicata del suo carissimo genero e lasciando cadere due lagrime, che da un pezzo stagnavano nell'angolo degli occhi, provò a supplicare:—E di', Sam, non la vuoi proprio vedere quella poverina? me la vuoi proprio far morire? Se io ti dicessi che vuol bene a te più che a tutti?
—S'è visto…,—brontolò il barone, diluendo l'amarezza della risposta in un sorriso che non potè essere del tutto ironico.