—Sì, e io sono un piccolo cuore avaro e permaloso. Sento però quanto sia stato più doloroso per voi alzar la pietra di queste memorie sepolte: è un sacrificio di cui vi sarò sempre riconoscente, Vincenzina. Se io pronunciassi davanti a voi, così buona e così santa, una parola di rancore, non sarei degno di voi. Mi vergogno di non aver saputo trovare da me la ragione che ha ispirata e sostenuto il vostro sacrificio e di aver guardato più al mio che al vostro dolore. Aiutatemi a esser buono: devo dimenticare chi mi ha fatto un così grave male.
—Io credevo già di tenerlo il vostro perdono.
—Non a voi devo perdonare, capite: voi siete sempre per me un raggio luminoso.
—Ora mi fate la corte, Massimo—interruppe essa ridendo.
—Dite più semplicemente che vi amo ancora, oggi, coi capelli quasi bianchi come vi ho amata dodici anni fa. Forse che vi offende di sentirvelo dire?
—Perchè dovrei offendermi, caro Massimo?—si lasciò condurre a dire donna Vincenzina, in cui quelle dolci dichiarazioni schiudevano le misteriose fonti della tenerezza.—Come potrei non rallegrarmi di essere stata per voi qualche cosa di buono? anche voi lo foste per me. Non posso dire che il vostro pensiero mi abbia aiutata a compiere meglio quel difficile dovere che mi ero imposto: forse è più giusto che vi dica che ho fatto di tutto per dimenticarvi, per cacciarvi via come il diavolo e non ci son sempre riuscita, pare…—
Massimo si rallegrò di sentirsi paragonato al diavolo e stava per portare la mano piccola e morbida di lei alle labbra, quando risuonò nella quiete dell'aria, e precisamente dal lato dov'era la stanza del malato, un grido straziante, che parve la voce di Ezio.
Trasalirono entrambi, si mossero con quello spavento che si può immaginare e accorsero verso la stanza. Massimo arrivò primo, spinse l'uscio e trovò il malato in piedi semivestito, presso la finestra aperta. S'era levato le bende e le fasciature e stava così a capo nudo e raso, girando gli occhi nel vano, in cui agitava le mani.
—Cosa fai Ezio? sei impazzito? stare con quest'aria, in questa luce, mezzo nudo, nel tuo stato di debolezza?
—Vuoi sentirne una bella, zio Massimo?—cominciò a dire il giovane, sforzandosi di giocare d'ironia contro un mortale accasciamento. Vuoi vedere che son rimasto orbo come un fringuello?