—Perchè pensi a queste cose?
—Perchè non posso a meno di pensarle. Ti par possibile questa vita di fringuello in muda? Quando sentirai che mi son tirato un colpo nel cervello, dirai: Povero diavolo, s'è liberato.
—Non dovresti dirmele queste sciocchezze che mi fanno male—protestò
Andreino, facendo sentire nella voce un tremito di dolore.
—Sì, sì, hai ragione, povero Lolò, non dovrei dirle a te queste cose. Tu credi alla Provvidenza, tu… mentre io, in questo caso, proprio non so vedere che ci possa essere una ragione nel tormentare così un uomo come una bestia. Vien qua: dammi il braccio. Siam fuori del bosco? da qual parte è il lago? Sento che va diventando chiaro: sento che è bello qui intorno a me. Non è vero che le cime son accese come tanti falò?… Lascia che io mi sieda, qui, qui, in qualche sito: mettimi in faccia al sole. Lasciami qui solo. Non aver paura, Dreino, non mi farò del male: no, povero Lolò, vi ho già dato abbastanza noie, povera gente. Ho bisogno di star solo, un momento, per pensare al caso mio e a quel che devo fare di me…. Non immagini che pena sia sentir il sole sulla faccia e non vederlo: è una maledizione orrenda, ve', aver gli occhi, questi maledetti occhi impiombati. È una cosa ben crudele che un uomo sia condannato a questo supplizio. Tu non puoi immaginare quel che soffro: no. Nessuno al mondo può immaginare fin dove si può soffrire senza morire. È un'atrocità orribile, uno spasimo indescrivibile. È come l'esser sepolti vivi senza nemmeno la speranza di morir presto. È tutto il male del mondo concentrato nel cuore d'un uomo. O papà, o la mia povera mamma, se mi vedete, aiutatemi, fatemi morire!—
* * * * *
Steso bocconi, colle mani che raspavano la terra, il povero figliuolo lasciò uscire tutti i gridi e tutte le lagrime che da dieci giorni andava rinserrando nell'anima orgogliosa. C'era da commovere le pietre soltanto a vedere quella giovinezza schiantata nel suo fiore e a sentire quel suo dolore piangere così lamentosamente.
Andreino Lulli non seppe far altro che buttarsi a piangere anche lui sul povero suo amico. Lo carezzò, gli fece sentire il calore delle sue lagrime, lo strinse nelle braccia, lo baciò sul capo, sforzandosi di patire anche lui nella misura enorme del suo compagno, oltre la sua capacità.
Intanto il sole continuava a illuminare in una festa di colori le cime e scendeva a baciare col raggio le falde erbose popolate di pascoli. La brezza calava tra le valli, piegando gli steli rugiadosi dei fiori, recando lo scampanellare sparso degli armenti. In questi due giovani soffriva qualche cosa di più sensibile e forse di più forte della natura, qualche cosa di cui non avevano ancora la chiara coscienza, ma che sta nella vita come la scintilla nella pietra.
V.
Triste incontro.