Così il buon Cresti procurava di far in modo che la logica non impedisse la sua felicità; la quale era veramente grande, saporita, luminosa. Finalmente gli pareva di aver trovata la parola lungamente cercata che spiegava l'enigma intorno a cui si era logorata la sua mente per tutti gli anni della vita. Tutte le parti dell'indovinello si schiarivano negli elementi parziali di quella parola che le riassumeva. Dite «amore» e la vita è la cosa più facile del mondo.

E Flora?

Flora viveva come una sonnambula. Quel suo povero cuore s'era quasi spezzato del tutto alla vista del cieco che veniva titubante, col viso alto e pallido, spento…. Quello non era più il suo Ezio, ma il cadavere di Ezio che camminava.

Un sacro orrore si era impadronito del suo spirito e andava continuamente scompigliando i suoi pensieri e i suoi affetti. Non sapeva più che cosa desiderare nè per sè nè per il disgraziato. Arrivavano momenti in cui non capiva nemmeno i ragionamenti più semplici e le dimostrazioni che la mamma andava ripetendo per la centesima volta.—È una grande disgrazia—diceva la signora Matilde alla figliuola—ma dal momento che egli non ha avuto occhi per te quando ci vedeva, non c'è motivo che tu perda ora i tuoi a piangere quel che non si può riparare. Ciascuno ha i suoi doveri nella vita, e come hai rinunciato a lui quando era felice e trionfante, devi per un motivo ben più nobile e santo rinunciare, a lui, ora che hai promesso il tuo cuore e la tua mano a un galantuomo che ti vuol bene. Cresti non ama veder questo tuo abbattimento. Per quanto grande sia la disgrazia di Ezio, tu non gli puoi giovare colle tue lagrime.

—Io non piango, mamma—diceva Flora.

—Non piangi, ma fai peggio. Non parli, non mangi, non capisci nulla.

—Dicono che egli si ucciderà.

—A Ezio non mancano le ragioni per vivere, se nella sua coscienza c'è ancora qualche cosa che non sia orgoglio e vanità. Ma comunque sia, o mia cara, che giova il tuo piangere?

—Io non piango mica, mamma.

—Che gli giova il tuo soffrire? egli deve essere contento di sapere che hai trovato in Cresti un onesto e sincero protettore. Settembre è quasi per finire e troppe cose abbiamo a preparare, perchè abbia a perdere il tuo tempo in questa malinconia senza rimedio.