—Noi dobbiamo essere sinceri, Cresti: sì, noi dobbiamo essere forti e sinceri—ripigliò la signorina del Castelletto rianimandosi, alzandosi essa pure come per darsi quella forza di cui aveva bisogno.—Io non posso ingannare, nè Cresti vuol essere ingannato. Oggi sono troppo necessaria a quella povera gente, perchè possa pensare di abbandonarla.
—Io… non dico che si abbia ad abbandonare nessuno—balbettò il poverino—ma chiedo solo se Flora è venuta a portarmi la morte.
—Cresti, mio buon Cresti!—proruppe con un vivo abbandono di cuore la fanciulla, afferrando la mano inerte del povero amico, che si era oscurato tutto e quasi rattrappito nel suo tetro dolore.
—Oggi le cose son tutte mutate. Una grande disgrazia, un grande castigo ha colpito quel poverino. Dio non vuole che io l'abbandoni. Il mio posto è accanto a lui. Era scritto che io doveva essere per lui qualche cosa. Non potendo essere altro, sarò la sua infermiera, la sua guida. Devo vivere per aiutare lui a vivere: devo volere e vedere per lui: devo accompagnarlo fin dove Dio vorrà, per quella strada che Dio vorrà, consacrandomi a lui, tutta a lui che non vedrà più la luce del sole. Sento che l'anima sua è nella mia mano.—
La voce di Flora dapprima esitante s'era andata via via rinfrancando con un calore di convinzione che non poteva non ferire il suo timido amico. Dopo aver cercato invano due o tre volte di sorridere alle nobili declamazioni della signorina e a quel gesto con cui faceva vedere di stringere un'anima in pugno, uscì finalmente a dire con un tono tra l'amaro e il beffardo:
—Dio, già, già: è così comodo questo benedetto Iddio che è peccato non credergli…
—Egli parla attraverso il nostro cuore.
—Come in un fonografo… Eh via, è una commedia!—aggiunse con asprezza quel pover'uomo oltraggiato.—Ho diritto anch'io a qualche rispetto.—
Flora sentì alla sua volta il colpo degli oltraggi ch'egli le gettava in viso e si lasciò cadere sulla sedia.
Seguì un minuto di silenzio gelido, duro, pieno di oscure tristezze, durante il quale si fece sentire la pioggia battere contro ai vetri.