—Sediamoci, Flora—riprese a dire poco dopo sottovoce, mentre rimestava col cucchiaino nella sua chicchera.—Sediamo e lasciamo riposare un momento il cuore. Posso dire di avere sempre temuto questo istante doloroso, quantunque l'avessi più temuto che preveduto. Può essere che domani mi sembri la cosa più naturale del mondo e che l'assurdo sia io: e dovrà essere così, perchè non per nulla un uomo come son io ha potuto vegetare fin quasi a quarant'anni in una vita solitaria, scontrosa, senza scopo e senza corrispondenza di spirito. Io son stato assurdo quel dì che ho potuto credermi degno di qualche considerazione.

—Non dica questo—cercò di protestare Flora che sentiva lo strazio di quelle parole.—La nostra riconoscenza…

—Oh, la vostra riconoscenza non mi potrà mancare, lo so: anzi farete di tutto per pagarmela in lire soldi e quattrini.

—No, no, Cresti.

—Sì, sì, non vi mancheranno i mezzi per pagarmi e ve ne dovrò rilasciare ampia ricevuta, perchè non abbiate ad averne il più piccolo scrupolo. Così sarà fatta la volontà di Dio.—

La voce dell'uomo ferito rantolò, l'occhio addolorato si accese di una tenue fiamma d'orgoglio. Egli si mosse di nuovo come se scattasse da irti aculei, girò per la stanza lottando con tutto sè stesso, portando ora una mano ora l'altra alla bocca quasi per voglia di mordere, finchè voltando le spalle alla signorina Polony si fermò davanti ai vetri di una finestra vibrando in tutti i muscoli del suo piccolo corpo robusto, reso quasi cieco da un velo di lagrime morte che non sapeva più trattenere.

Flora ebbe pietà di quel gran dolore: ma non avendo più parole per consolarlo, nascose la testa fra le mani e stette così piangente in un'attitudine di umile colpevole.

Durante questo nuovo silenzio si sentì ancora la pioggia cruda battere contro i vetri e fremere sulle depresse foglie del giardino.

Le case a riva parevano agli occhi del povero Cresti sprofondate in una oscura lontananza, il cielo basso e ristretto, le cose tutte chiuse in una grigia tristezza.

E una grigia tristezza pioveva nel suo cuore. Qualche cosa di vitale si accorse che cominciava a venir meno in lui. Qualcuno già piangeva sul povero Cresti che una forza brutale trascinava a morire nel ridicolo e nell'umiliazione.