«Non potrò esser sua, lo so. Vedo troppo bene l'abisso che ci divide. Nè egli oserebbe chiedermi un'elemosina, nè io oserei oggi umiliarlo colla mia carità. Tra me e lui c'è troppo orgoglio ferito e una tenebra che non saprei attraversare senza paura. Ma come tu hai potuto essere fedele a un'ombra, lasciate ch'io resti fedele al mio sogno. Si sposa qualche cosa di più di un uomo, quando si sposa il suo ideale. Se, per un cuore che ama, è nulla la distanza che divide i vivi dai morti, e tu lo sai, io non devo temere nessun'altra distanza, se Ezio vivrà come ha sempre vissuto in questo piccolo cuore.

«Monaca o vestale, io ne avrò sempre abbastanza di questa fiamma: ed egli deve sapere che a questa fiamma potrà sempre accendere la lampada della sua vita.

«Lasciatemi dunque in pace e non vogliatemi condannare coi criteri borghesi che giudicano ogni vita umana come una calza che si mette sui ferri e che deve andar bene a un piede.

«Dopo sarà come prima: e forse meglio».

* * * * *

Qualche giorno più tardi, ripigliando la penna, scriveva di nuovo:

«Qui la nostra vita continua tranquilla con una stagione mite e serena.

«Abbiamo fatto una buona amicizia con una famiglia di signori americani, certi Jameson, che occupano una villa poco distante.

«Son due ragazze della mia età che viaggiano col loro padre, un dotto filosofo dell'università di Boston, che sta compiendo non so quali studi comparativi sui dialetti d'Italia. È gente assai a modo, che ama il nostro paese, che fa volentieri della musica: e spesso si fanno piccoli quartetti sotto la direzione d'un maestro che vien tre volte la settimana a dar lezione di violino a Ezio. Io siedo al pianoforte e ho una bella occasione per sciogliere lo scilinguagnuolo nel mio inglese che le amiche mie trovano quasi elegante. Anche Ezio fa grandi progressi, quantunque sia obbligato a imparare tutta la sua musica a memoria: ma superata la fatica, dice che egli si rende padrone delle sue note, che parlano e piangono con lui.

«Di tanto in tanto fa la sua comparsa nel piccolo golfo un yacht d'un altro ricco americano, amico dei Jameson, che soggiorna a san Remo, e che ci porta a fare delle piacevoli escursioni fino a Genova e alla Spezia.