—Chi mi chiama?
—Son io, Ezio: io, Liana…
—Ah!—fece il giovine, alzando meccanicamente il bastone in atto di difesa. E dopo esser rimasto alquanto perplesso, riprese:—Ebbene, che cosa vuoi? perchè ti metti sulla mia strada?
—Sai che ti ho voluto bene—riprese la voce dolente.
—O ti pare? fammi la carità, lasciami andare per la mia strada.
—Tu non sai quanto piangere faccio…
—Tu… piangi?
—O Ezio!—proruppe questa volta la voce piena di singhiozzi—perchè non sono morta io cento volte prima? perchè mi hai cacciata via?
—Io son cieco e sordo per te… Ma insomma che cosa vuoi?
—Il tuo perdono.