—Non so che cosa io debba perdonare a te. Tu non mi hai fatto alcun male…

—Sì sì, io sono stata tutta la colpa…

—Di che? o inutile che tu venga a farmi altre scene. Va per la tua strada; la mia è un'altra.—

E agitando il bastone, come per aprirsi una via, mosse qualche passo.

—Io mi rodo del mio rimorso. Ho bisogno del tuo perdono, Ezio. Son io che ti ha ridotto in questo stato, io donna maledetta…—

Il modo con cui la donna pronunciò queste parole fu di una veemenza così dolorosa e sincera, che il cieco fu arrestato da un sospetto:—Tu? che cosa hai fatto?

—Io ho scritto al barone.

—Tu?

—Vi ho denunciati come una spia.

—Tu?—balbettò con un lieve fremito d'ira.