—Sciagurata!—mormorò tra i denti, ripensando all'antica scenata di Liana contro la baronessa nei pubblici giardini di Nizza.—Vipere, non donne…—tornò a dire, fermandosi con animo sdegnato su questa nuova confessione di lei, che chiariva un punto oscuro del triste episodio. Se il barone s'era trovato quella sciagurata mattina sopra i suoi passi, il merito era stato di questa donna perduta che… gli voleva bene.
Era giusto che il rimorso la rodesse: ma, disgraziato lui! per troppo poco egli aveva perduta la bella luce del sole!
XI.
Addio….
Nuovi pensieri gli fecero ben presto dimenticare questo episodio. Andreino aveva letto bene nell'intenzione che spingeva il suo disgraziato amico a intraprendere un viaggio lungo e forse avventuroso, pel quale mancavagli il lume dagli occhi, che è il piacere più vivo di chi va in cerca di nuovi orizzonti. Più che la speranza di ritrovare nei miracoli del dottor Gibbon la grazia della vista, lo menava lontano il pensiero di mettere tra lui e Flora un lungo intermezzo di silenzio, un impedimento materiale, uno spazio insuperabile, nel quale egli potesse svincolarsi e spogliarsi del nuovo fascino che la vicinanza di lei esercitava sul suo spirito stanco e bisognoso.
Ezio aveva paura della sua debolezza morale, la quale spesso si adagia a vivere della vita degli altri ed è non meno vorace nel suo parassitismo di quel che sia il più feroce egoismo.
Dal giorno che lo zio Massimo, leggendogli qualche malinconiosa lettera della zia Matilde, aveva richiamato la sua attenzione su questo nuovo pericolo e sugli obblighi che aspettavano Flora a casa sua e sui diritti che il vecchio amico del Pioppino vantava sopra di lei, era entrata nel suo cuore la convinzione che ora toccasse a lui il dovere di essere il più forte perchè non poteva rispettare in nessun miglior modo Flora, se non col restituirle la libertà d'essere fedele a' suoi doveri.
La sua sventura non gli dava altro diritto oltre a quello che si risolve nel meritare le lagrime dell'altrui compassione. Voler di più sarebbe stata nella sua meschinità fisica un'abbietta usurpazione, una violenza che avrebbe deturpata la santità del dovere.
Toccava a lui, toccava a lui essere non solo il più forte per conto suo, ma sorgere difensore non chiesto della naturale debolezza di lei, già inclinata al sacrificio, già trascinata da mille memorie, già fin troppo intenerita da troppe lagrime.
Poichè gli amici Jameson parlavano di voler essere per le feste di Natale nel seno delle loro famiglie, Ezio pensò di approfittare del loro replicato invito e affrettò con Andreina segretamente i preparativi del viaggio. Egli era persuaso che Flora l'avrebbe seguito col pensiero… ma ogni parola di addio non poteva essere tra lor due che uno strazio inutile o una volgare menzogna.