L'idea che un nuovo anno stava per cominciare e che avrebbe dovuto stendere la sua povera vita sul tempo come sopra una croce gli faceva parer bella l'idea di chiudere gli occhi per sempre e di sottrarsi per sempre alle sensazioni. Della morte non poteva avere un concetto molto chiaro nemmen lui come nessun filosofo osa dire di averlo: ma credeva che i morti riposano senza desideri e questo era già per lui un soave invito. La bufera aveva schiantata la vecchia pianta, che dopo aver perduto a poco a poco le sue foglie, stava per irrigidirsi del tutto ai venti gelidi dell'inverno.

Questo freddo sentiva spesso scorrere come un'acquolina gelata nella midolla delle ossa, e lo sentì in un modo straordinario quella sera di Natale quando, uscito dalla casa riscaldata di Bortolo, si trovò sulla via esposto ai colpi della brezza notturna coi piedi nella neve. Era nevicato durante il giorno, ma ora il cielo ripulito da un vento asciutto del nord lasciava vedere le stelle, che parevano rimpicciolite e anch'esse tremanti di freddo.

Costeggiò il giardino delle ville silenziose, passò sotto i portici del paese tutto deserto, quantunque dalle finestre e dagli archi delle botteghe uscissero i bagliori o i rumori delle cene. Passò oltre, fuori delle case, rimbacuccato in un vecchio tabarro, toccò la chiesa parrocchiale e cominciò lentamente la salita che mena al Pioppino.

Sonarono in quell'istante le undici al campanile della chiesa.

Prese a salire per la strada e per la scalinata che biancheggiavano in mezzo ai muretti, soffermandosi ogni qual tratto per raccogliere insieme alle fonte i pensieri dispersi. Avrebbe detto che il nebbiolo spumante del vecchio Bortolo gli fosse andato alla testa, tanta era la confusione di idee e l'oscurità mentale da cui si sentiva quasi coperto.

Quel prete l'aveva fatto ridere colla sua frottola d'Amore, di cui ora ritornava a sonargli nell'orecchio il ritornello:

Amor d'Amor l'è pader,
Amor l'è el cap di lader…

Chi si fida, guai! esso vi porta sempre via qualche cosa, o la ragione, o il cuore, o la pace, o il sonno, quando non vi porta via tutta la vita.

Aveva un bell'aiutarsi colle ragioni positive del buon senso e con quelle ineluttabili della necessità; ma da quel dì che Flora era stata perduta, la vita s'era smontata come una chitarra dalle corde rotte. Egli aveva creduto in principio che il sacrificio potesse avere in fondo qualche dolcezza e che un amore potesse trasformarsi in un altro come si muta il vino, mutandolo di botte: ma il miracolo della trasformazione tardava troppo a compiersi e c'era a temere che il suo vecchio vin buono s'alterasse in un corrosivo e velenoso aceto.

Si fermò ancora una volta per ascoltare una voce vicina a lui che ripeteva: