—Un bacio me lo vuoi dare?
—O caro…—proruppe con immensa effusione di affetto quel buon uomo d'uno zio d'America, posando un bacio lungo sulla testa del giovine, come se con quel bacio deponesse tutto il fardello de' suoi vecchi dispiaceri. E le lagrime uscirono molli dagli occhi a tutti e due.
—Il merito è tutto mio d'averlo schiodato dagli antipodi—soggiunse il Cresti, che preso anche lui dalla commozione, per non saper piangere, andava movendo le gambe e agitando l'ombrello.
—Mia zia Matilde—disse Ezio presentandola.
—Oh…. oh…. Matilde, vecchia conoscenza—esclamò, ingrossando la voce, Massimo Bagliani per darsi della forza.
—È sempre bello quando ci si ritrova—disse la pallida signora.
—Ho amato il colonello Polony quasi come un mio padre.. Ma dov'è, dov'è.. la piccina? voglio dire quella piccina che dev'essere diventata un donnone? Dov'è Flora? soleva specchiarsi così volentieri nei bottoni d'argento della mia montura.
—Flora non è potuta venire oggi: l'aspettavano alla villa Carlotta per non so quale complotto di matrimonio.
Presento invece mia sorella, Vincenzina….—soggiunse, tirandosi un poco in disparte.
—Oh… oh… donna Vincenzina, grazie, ho piacere… Che bel sito! una vista stupenda! brava…